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Dopo alcuni anni di studi e ricerche è arrivata la notizia che molti aspettavano: la Bolivia entro un paio di anni sarà in grado di produrre batterie al litio.
La materia prima, ovviamente, arriva dal salar de Uyuni dove da tempo è stato stimato che vi siano le maggiori riserve al mondo di questo preziosissimo metallo alcalino.
La notizia è stata diffusa con enfasi direttamente dal ministro de Mineria y Metalurgia, Josè Pimentel.
In effetti, le tecnologie e gli studi dell'industria metallurgica boliviana, portati avanti con scrupolo negli ultimi anni, hanno consentito uno sviluppo veloce dell'industria legata alla trasformazione del metallo alcalino in carbonato di litio.
Dalle parole del ministro si è capito che entro la fine di quest'anno potrebbero essere già 40 le tonnellate di carbonato di litio prodotto. Una quantità ottima per iniziare la vera e propria produzione di batterie al litio.
E nel frattempo, la notizia ha fatto il giro del mondo interessando in modo particolare aziende come la Mitsubishi, Japan Oil e Sumitomo, da sempre interessate a collaborare con La Paz per aggiudicarsi parte della produzione di litio.
Non solo. Storiche aziende multinazionali hanno messo a disposizione la loro competenza al fine di aggiudicarsi fette importanti del prezioso prodotto. La francese Bollorè e la sudcoreana LG hanno manifestato la volontà di cooperare con l'amministrazione boliviana per migliorare lo sfruttamento delle risorse di litio. Una mossa che economicamente converrebbe alle grandi multinazionali e che potrebbe togliere lo scettro di maggiore produttore di carbonato di litio al mondo al Cile facendolo passare nelle mani di La Paz.
Tutto questo entusiasmo intorno a quello che probabilmente diventerà uno dei motori trainanti dell'economia boliviana, entra anche a far parte del programma fortemente voluto dal presidente Evo Morales di salvaguardia dell'ambiente e che prevede modelli rispettosi per la natura.
Inoltre, uno dei sogni di cui il presidente non ha mai fatto mistero è quello di iniziare a vedere per le strade del Paese solo vetture alimentate a litio.
E intanto, snocciola i dati sulle esportazioni di questo settore, che ha visto un incremento nel primo quadrimestre di quest'anno che lascia a bocca aperta anche i più ottimisti: un miliardo di dollari. E per la fine del 2011 sono previste esportazioni per tre miliardi di dollari.
Una cifra consistente che potrà venire impiegata anche per le tante iniziative sociali in favore della lotta alla povertà a cui tanti sforzi il governo boliviano ha dedicato.
In questo, anche la Banca Mondiale per voce del suo rappresentante in Bolivia Oscar Avalle. Ha dato appoggio all'amministrazione boliviana,. Avalle ha assicurato che la Banca Mondiale e il governo di Evo Morales mettono in atto una grande strategia che combatta la povertà grazie anche a un credito concesso di 500 milioni di dollari, il più alto degli ultimi cinque anni.
Tutto l'interesse della Banca Mondiale, tutti i complimenti per l'ottimo lavoro svolto da La Paz per eliminare la povertà, però, fanno storcere il naso agli analisti più scafati che , anche se in modo molto confidenziale e non ufficiale, ritengono le mosse della Banca soggette ai fantastici risultati dell'industria del litio.
Alessandro Grandi