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L'Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc), Navi Pillay, ha espresso profondo turbamento per gli spari dell'esercito israeliano su manifestanti sulle alture del Golan dove, nelle ultime tre settimane, sarebbero stati uccisi tra i 30 e i 40 manifestanti.
In un comunicato la Pillay scrive: "Fra i 30 e i 40 manifestanti sarebbero stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane nel corso delle ultime tre settimane". "Il governo israeliano ha il dovere di assicurarsi che il suo personale di sicurezza eviti di ricorrere a un uso eccessivo della forza". La responsabile per i diritti umani dell'Onu ha inoltre espresso preoccupazione per le notizie sul presunto uso di munizioni effettive da parte dei militari israeliani contro manifestanti civili che cercavano di marciare attraverso la linea di demarcazione fra le alture del Golan - occupate da Israele alla fine della guerra dei Sei Giorni del 1967 - e la Siria per ricordare la Naksa, la fine della guerra.