01/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, commenta la proposta di legge sul riconoscimento dei repubblichini

Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, ha appena appreso che il progetto di legge targato Pdl che intende equiparare partigiani e reduci di Salò e concedere finanziamenti solo dopo aver verificato l'"apoliticità" di tutte le associazioni di ex combattenti, è stata discussa in commissione Difesa del Senato.
"Maggioranza e opposizione si sono spaccati, quindi presumo che il disegno di legge andrà in Parlamento e sarà lì che noi interverremo, dopo aver letto il verbale della riunione di ieri".

Precedentemente aveva già dichiarato che "l'Anpi ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un'operazione del genere inammissibile sotto ogni profilo, storico e politico". "Continueremo ad opporci con ogni mezzo - prosegue Smuraglia - anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la Storia e la realtà".

Posto che siamo ancora alle ipotesi, come pensate di agire?

Chiederemo di essere sentiti in commissione e in Parlamento. Poi cercheremo di fare fronte comune con la Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane (Fiap) e tutte le associazioni di combattenti e reduci a oggi riconosciute e decideremo come procedere.

Oltre alla parificazione tra partigiani e combattenti di Salò, c'è il problema del controllo sull'"apoliticità" delle associazioni. Come vi ponete?

È un'assurdità, è inammissibile, perché non si tratta tanto di essere legati a questo o quel partito. In Italia, anche chi difende la costituzione fa politica. E quindi come dovremmo comportarci, noi dell'Anpi: rinunciare a difendere la carta fondamentale dello Stato?

Secondo lei, questo disegno di legge è l'ennesima boutade oppure c'è dietro un progetto preciso?

Di recente, c'è stata anche la proposta di abolire la norma costituzionale che prevede il divieto di ricostituzione del partito fascista. Non bisogna illudersi che queste siano boutade, si tratta di vigilare sempre e non fidarsi mai.

 

Gabriele Battaglia

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