01/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Criticato per la cattiva gestione della cirsi nucleare il premier giapponese potrebbe essere costretto a dimettersi. Dubbi sul voto anticipato per un Paese da ricostruire

Il premier giapponese Naoto Kan dovrà affrontare una mozione di sfiducia divenuta sempre più insidiosa , a causa tra l'altro della fronda interna al suo partito che si rafforza. Avanzato dalla prima forza d'opposizione, i Liberaldemocratici di Sadakazu Tanigaki e dal partito del New Komeito, il voto di sfiducia potrebbe svolgersi già domani pomeriggio nella potente Camera Bassa del Parlamento giapponese e non al Senato come ipotizzato inizialmente. Se il provvedimento otterrà la maggioranza dei voti il democratico Kan si vedrà costretto a dimettersi e indire nuove elezioni politiche.

Un'ipotesi auspicata da circa il 70 percento degli elettori nipponici, delusi per come è stata gestita la crisi nucleare di Fukushima e in generale l'emergenza del sisma/tsunami dello scorso 11 marzo. Uno scontento trapelato dall'incontro svoltosi ieri tra il primo ministro e l'ex premier democratico Yukio Hatoyama, che avrebbe invitato Kan al "passo indietro". Al momento la priorità del premier è "spiegare la delicatezza della situazione", intento alla base dell'incontro svoltosi oggi con Democratici e opposizione. L'ipotesi di un voto anticipato sembra osteggiata da Kan, pressato dalle agenzie di rating che chiedono riforme economiche e con un Paese pieno di problemi legati alla ricostruzione.

 

Parole chiave: Giappone, Naoto Kan
Categoria: Elezioni, Politica, Popoli
Luogo: Giappone