stampa
invia
Non aspettava altro il presidente Chavez. Non aspettava altro che poter dare
libero sfogo ai pensieri e tramutarli in parole. Ed è quello che è successo domenica
mattina durante il solito programma trasmesso da radio e televisione che lo vede
protagonista.
Il modello. Il presidente del Venezuela ha anche aggiunto un commento sul modello economico
proposto da Bush, un trattato di libero commercio per la zona americana, una sorta
di mercato comune nei paesi centroamericani. La scorsa settimana durante la riunione
dell’Oea, l’organizzazione degli stati americani, Chavez ha detto che un’economia
basata su questi principi farebbe sprofondare la regione nella povertà e nei continui
scioperi sociali: “No, i popoli dell’America Latina dicono no a Bush. No a mister
pericolo!”. I complimenti, il presidente venezuelano li ha riservati al popolo
della Bolivia, “che perlomeno ha aperto la porta verso un cammino pacifico, anche se sono arrivati sull'orlo
di una guerra civile”
Colpe. “Qual è la causa della crisi boliviana? E' per caso il presidente di Cuba, Fidel
Castro? E' per caso il presidente della repubblica Bolivariana di Venezuela, Hugo
Chavez? No, è George W. Bush la causa, e tutto quello che lui vuole e rappresenta.
Il neoliberalismo, il capitalismo, non sono positivi per il nostro popolo. Sono
la strada della perdizione, con la destabilizzazione, la violenza, la guerra
tra fratelli”. Chavez ha risposto così alla provocazione del sottosegretario statunitense
Roger Noriega, il quale, durante la conferenza dell’Oea svoltasi in Florida, aveva
detto: “è chiaro a tutto il mondo il ruolo di Chavez nella crisi boliviana”.Alessandro Grandi