20/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Juntos Podemos, il Cile diverso in una strana alleanza
Tomás Hirsch, candidato alle presidenziale dell'Juntos Podemos“Dopo lo splendido risultato alle amministrative, la nuova sfida che attende il Podemos è ora la definizione di un candidato che rappresenti questo vasto ed eterogeneo schieramento di forze politiche e sociali alle elezioni presidenziali del dicembre 2005. Per adesso continuano a lavorare, giorno dopo giorno, con campagne, iniziative, incontri che stanno richiamando l'interesse di tanta  gente. Persone semplici e da sempre lontane dalla politica di palazzo. Gente che ha intravisto la possibilità di poter dire la propria. Uno spiraglio di speranza dopo anni di stasi.”. Era qui che avevamo lasciato l’eterogenea alleanza cilena Juntos Podemos, che era riuscita a sbalordire avversari e politologi, sociologi e osservatori internazionali, lasciandoli tutti a bocca aperta per il sorprendente risultato delle prime amministrative a cui prendevano parte, dove avevano ottenuto oltre mezzo milione di voti. 
assemblea della proclamazione del candidato unico dello Juntos PodemosE adesso? Beh, li ritroviamo ancora più decisi a farcela e con le idee chiare su come e su chi dovrà trainare la grande alleanza fino al potere. Tomás Hirsch è il nome, è il candidato unico alla presidenza del Cile, lo hanno trovato, hanno deciso. E’ un uomo del Partito Umanista cileno ed è riuscito a mettere d’accordo, non dopo poche riflessioni, le tante forze politiche e sociali, le organizzazioni sindacali, quelle ecologiste, quelle professionali e tutti coloro che lavorano per la difesa dei diritti umani. E addirittura il Partito Comunista, la Sinistra Cristiana, e il Movimento della sinistra rivoluzionaria (Mir).
 
assemblea della proclamazione del candidato unico dello Juntos Podemos"Il Cile che desideriamo". “In questa sala che in giorni oscuri ha visto l’instaurazione della funesta Giunta militare, oggi rinasce con forza la lotta per la democrazia e la giustizia sociale",  ha commentato Hirsch il 5 giugno, nel corso di un’affollata assemblea nell’edificio Diego Portales "Questo è il Cile che vogliamo. Abbiamo bisogno di un milione di voti per diventare una forza reale, in grado di proteggere la gente dagli abusi del potere. Il Cile non sarà lo stesso, con una sinistra unita, solida, capace di mobilitare i suoi sostenitori per controllare il potere, chiunque lo detenga. Abbiamo bisogno di partecipare tutti e di continuare il lavoro di questo grande movimento politico-sociale anche oltre le elezioni di dicembre”. Quindi uno sguardo al passato, in un ricordo sentito per tutti coloro che “ci hanno preceduto in questa grande impresa”: da Salvador Allende a Pablo Neruda, da Victor Jara a Manuel Rodriguez.
 
Tomás HirschChi è Hirsch? Tomás Hirsch è un ingegnere di 48 anni, sposato, con due figli.
Ha dedicato la vita alla diffusione, organizzazione e studio dell’Umanesimo Universalista ed è stato tra i fondatori del Partito Umanista, il primo partito legalizzato in Cile come strumento di lotta nonviolenta contro la dittatura di Pinochet.
Durante il regime militare è stato dirigente nazionale del Movimento per le elezioni libere e co-fondatore de la Concertacion de Partidos por la Democracia, la prima coalizione di governo dopo la dittatura, da cui il Partito Umanista è uscito nel 1993, quando questa ha abbandonato l’iniziale progetto di uguaglianza e giustizia sociale, per assumere posizioni sempre più liberiste.
Tra il 1990 e il 1992 ha rappresentato il primo governo post-dittatura come ambasciatore cileno in Nuova Zelanda.
E’ stato candidato alla Presidenza della Repubblica nelle elezioni del 1999.
Oltre all’impegno politico, è stato per dieci anni direttore della Fondazione Laura Rodríguez, dedicata alla lotta contro tutte le forme di discriminazione.
 
Logo dell'alleanza Juntos PodemosLa terza via cilena. Anche il Cile dunque ha l’occasione per tentare la terza via, per percorrere una strada differente rispetto a quel bipolarismo soffocante, che aveva spento gli animi e le speranze di tutti coloro che sognano un Paese diverso, che riesca finalmente a scrollarsi di dosso il pesante fardello che tuttora rappresenta la passata dittatura e a ricominciare, imparando dal passato. E a tentare la nuova strada è una gran parte di quell’associazionismo di base, di movimenti, di partiti di sinistra che si sono trovati sotto la bandiera de “Il Cile dice no alla guerra” e lì sono rimasti, ponendosi mete importanti come quello di rappresentare i tanti cileni che si sentono esclusi dalla partecipazione politica.
 
Potere democratico sociale. La conclusione è una: dato che il "Podemos" già al momento delle amministrative raggruppava più di 50 organizzazioni politiche e sociali della sinistra e del movimento progressista; dato che poco prima dell’accordo sul candidato unico, ha raggiunto un accordo con i movimenti politici come La Surda e Fuerza Social, e con personalità del calibro di Marcel Claude, Carlos Tomic, Gustavo Ruz, Jacques Chonchol, José Balmes, Rosa Ramírez e Flor Motuda; Tomás Hirsch è il primo candidato presidenziale degli ultimi 30 anni che riesce a rappresentare una sinistra che va molto al di là dei partiti politici.
Non resta che aspettare e vedere se la girandola multicolore dell“Insieme Possiamo”, (ma Podemos è anche l’acronimo di Potere democratico sociale) riuscirà a raccogliere e a trasformare in energia costruttiva quel vento di cambiamento che sta soffiando sul Cile e sull’America latina tutta.

Stella Spinelli

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