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“Dopo lo splendido risultato alle amministrative, la
nuova sfida che attende il Podemos è
ora la definizione di un candidato che rappresenti questo vasto ed eterogeneo
schieramento di forze politiche e sociali alle elezioni presidenziali del
dicembre 2005. Per adesso continuano a lavorare, giorno dopo giorno, con
campagne, iniziative, incontri che stanno richiamando l'interesse di
tanta gente. Persone semplici e da sempre lontane dalla politica di
palazzo. Gente che ha intravisto la possibilità di poter dire la propria. Uno
spiraglio di speranza dopo anni di stasi.”. Era qui che avevamo lasciato
l’eterogenea alleanza cilena Juntos Podemos, che era riuscita a sbalordire
avversari e politologi, sociologi e osservatori internazionali, lasciandoli tutti
a bocca aperta per il sorprendente risultato delle prime amministrative a cui
prendevano parte, dove avevano ottenuto oltre mezzo milione di voti.
E
adesso? Beh, li ritroviamo ancora più decisi a farcela
e con le idee chiare su come e su chi dovrà trainare la grande alleanza
fino al
potere. Tomás Hirsch è il nome, è il candidato unico alla presidenza
del Cile,
lo
hanno trovato, hanno deciso. E’ un uomo del Partito Umanista cileno ed
è
riuscito a mettere d’accordo, non dopo poche riflessioni, le tante
forze
politiche e sociali, le organizzazioni sindacali, quelle ecologiste,
quelle
professionali e tutti coloro che lavorano per la difesa dei diritti
umani. E addirittura il Partito Comunista, la Sinistra Cristiana, e il
Movimento della
sinistra rivoluzionaria (Mir).
"Il Cile che desideriamo". “In questa sala che in giorni oscuri ha visto
l’instaurazione della funesta Giunta militare, oggi rinasce con forza la lotta
per la democrazia e la giustizia sociale", ha commentato Hirsch il 5 giugno,
nel corso di un’affollata assemblea nell’edificio Diego Portales "Questo è il
Cile che vogliamo. Abbiamo bisogno di un milione di voti per diventare una
forza reale, in grado di proteggere la gente dagli abusi del potere. Il Cile
non sarà lo stesso, con una sinistra unita, solida, capace di mobilitare i suoi
sostenitori per controllare il potere, chiunque lo detenga. Abbiamo bisogno di
partecipare tutti e di continuare il lavoro di questo grande movimento
politico-sociale anche oltre le elezioni di dicembre”. Quindi uno sguardo al
passato, in un ricordo sentito per tutti coloro che “ci hanno preceduto in
questa grande impresa”: da Salvador Allende a Pablo Neruda, da Victor Jara a
Manuel Rodriguez.
Chi è Hirsch? Tomás Hirsch è un ingegnere di 48 anni,
sposato, con due figli.
La terza via cilena. Anche il Cile dunque ha l’occasione per tentare la terza
via, per percorrere una strada differente rispetto a quel bipolarismo
soffocante, che aveva spento gli animi e le speranze di tutti coloro che
sognano un Paese diverso, che riesca finalmente a scrollarsi di dosso il
pesante fardello che tuttora rappresenta la passata dittatura e a ricominciare,
imparando dal passato. E a tentare la nuova strada è una gran parte di quell’associazionismo
di base, di movimenti, di partiti di sinistra che si sono trovati sotto la
bandiera de “Il Cile dice no alla guerra” e lì sono rimasti, ponendosi mete
importanti come quello di rappresentare i tanti cileni che si sentono esclusi
dalla partecipazione politica. Stella Spinelli