23/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I talebani smentiscono seccamente: "Solo propaganda". Nato, servizi pachistani e afgani non confermano. L'ex capo dell'Isi e patron dei talebani Hamid Gul: "Ridicola disinformazione". Nei giorni scorsi le notizie dei negoziati ad alto livello tra governo

Nessuna conferma e solo smentite, finora, alla notizia dell'uccisione del Mullah Omar, diffusa dall'emittente privata televisiva afgana Tolo Tv.

Secondo il canale televisivo fondato dal 'Rupert Murdoch afgano' Saad Mohseni - che con il magnate americano dell'informazione condivide origini, australiane, valori e affari comuni - il leader spirituale dei talebani afgani sarebbe stato ucciso sabato mentre stava lasciando la città di Quetta per rifugiarsi sulle montagne del Nord Waziristan.
L'operazione, secondo fonti anonime dei servizi segreti afgani citate da Tolo Tv, sarebbe stata condotta dai servizi segreti pachistani (la stessa Isi che per anni ha protetto il Mullah Omar) in collaborazione con i guerriglieri islamici della rete Haqqani (gli stessi che in Afghanistan combattono da anni a fianco dei talebani del Mullah Omar).

Entrambi i portavoce ufficiali dell'Emirato Islamico d'Afghanistan - denominazione ufficiale dei talebani - hanno smentito seccamente.
''Sono false notizie, il Mullah Omar è vivo'', ha dichiarato a caldo Qari Muhamad Yousaf.
Poi sul sito internet ufficiale dell'Emirato è stato pubblicato un comunicato a firma di Zabihullah Mujahid, in cui si legge: ''Respingiamo con forza le voci sull'uccisione dell'Amir-ul-Moemineen, messe in giro dall'intelligence del regime di Kabul: sono solo menzogne. Il Mullah Omar è vivo e vegeto, impegnato a portare avabti la jihad contro le forze d'occupazione straniere. Il nemico mette in giro queste false notizie nella speranza di confondere i nostri mujahedin e di fermare l'ondata distruttiva della nostra offensiva di primavera. Sappiano che la nostra lotta è portata avanti da una nazione determinata e intelligente, e che simili bugie non la distrarranno dai suoi obiettivi''.

''Finora non ci sono conferme attendibili'', ha dichiarato il comando Nato della missione Isaf.
La notizia, infatti, non è stata ufficialmente confermata né dall'intelligence pachistana, né dai servizi segreti afgani: ''Sappiamo per certo che il Mullah Omar non è più a Quetta, ma non abbiamo conferme della sua uccisione'', ha dichiarato Lutfullah Mashal, portavoce dell'Nds.
Una divertita smentita arriva anche dall'ex capo dei servizi segreti pachistani, Hamid Gul, l'uomo che negli anni '90 trasformò il Mullah Omar da giustiziere di campagna in capo di Stato, e che nei giorni scorsi aveva consigliato al suo vecchio amico di lasciare la città di Quetta per un rifugio più sicuro. Al New York Times, che gli ha chiesto un commento, l'ex generale ha risposto: ''No! Sono morto anch'io? Vi sto parlando dal paradiso?''. ''Non ne so nulla, sono in montagna con mia moglie, ma ho la sensazione che sia vivo'', ha risposto all'agenzia Reuters. ''Notizie ridicole, pura disinformazione'', ha infine detto alla televisione indiana Ibn.

Nei giorni scorsi, prima il Washington Post poi il settimanale tedesco Spiegel avevano riportato la notizia di negoziati ad alto livello appena avviati tra talebani e governo Usa. Dopo un paio di incontri preparatori avvenuti nei mesi scorsi in Qatar, emissari del Mullah Omar e rappresentanti del Dipartimento di Stato americano e della Cia si sarebbero incontrati in Germania lo scorso 7 e 8 maggio.
Molti in Afghanistan - dall'opposizione a Karzai guidata dall'ex Alleanza del Nord alla nuova borghesia afgana - sono contrari a un accordo di pace con i talebani.

 

Enrico Piovesana

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