
George W. Bush sarà presidente degli Stati Uniti per altri quattro anni: con
lo Stato dell'Ohio ancora da assegnare ma con Bush in vantaggio per 136mila voti, alle
11 (le 17 in Italia) il candidato democratico John Kerry ha telefonato al rivale
ammettendo la sua sconfitta. E' stata una scelta politica, perché la matematica
non condanna ancora lo sfidante: con 254 Voti Elettorali a 252 e fino a 250mila
schede provvisorie ancora da scrutinare nel
Buckeye State, in teoria l'esito sarebbe ancora incerto.
Il tormentone dell'Ohio è andato avanti per tutta la giornata: al presidente
mancavano 16 Voti Elettorali per arrivare alla quota necessaria di 270, e con
i 20 Voti dell'Ohio arriverebbe a 274. Già in mattinata un collaboratore della
Casa Bianca aveva dichiarato alle agenzie che il presidente era pronto a dichiarare
vittoria perché contava l'Ohio come già suo, ma intorno alle 5 (le 11 in Italia)
Bush è andato a dormire quindi qualunque annuncio ufficiale era stato rimandato.
Ora, dopo la telefonata di Kerry, la situazione si dovrebbe sbloccare al più presto.
Kerry non aveva ancora ammesso la sconfitta ("Possiamo aspettare un'altra notte
per la vittoria", aveva detto il candidato vicepresidente John Edwards), e anzi
il partito democratico inizialmente credeva che in Ohio la partita non fosse ancora
chiusa. "Crediamo che Kerry conquisterà l'Ohio", aveva detto in comunicato Mary
Beth Cahill, la coordinatrice della campagna elettorale dello sfidante. Le grandi
televisioni, memori del fiasco del 2000, sono state molto caute nell'assegnare
lo Stato a Bush. Solo la Fox Tv, vicina al presidente, ha parlato senza mezzi
termini di vittoria di Bush.

"La vittoria del presidente - aveva detto questa mattina Giovanni Kessler, il
deputato dei Ds che fa parte della squadra di osservatori dell’Osce e che si trova
proprio in Ohio - potrebbe rimanere in sospeso perché è stato calcolato che ci
sono circa 120-150mila
provisional ballot (le schede di chi non risulta iscritto nelle liste,
nda: i democratici sostengono che siano addirittura 250mila). Queste devono essere
convalidate in un secondo tempo dai giudici: è possibile che la faccenda vada
avanti anche per delle settimane".
I "voti provvisori" sono una novità introdotta dopo il pasticcio delle elezioni
del 2000. Riguardano quegli elettori che alle urne non hanno trovato il loro nome
registrato nulle liste elettorali. Sono ammessi comunque a votare, ma la loro
preferenza verrà considerata solo in un secondo momento, dopo aver appurato il
motivo per cui il nome non figurava nell'elenco. Secondo il segretario di Stato
dell'Ohio Ken Blackwell, devono passare 11 giorni perchè quei voti siano contati.
Bush comunque ha vinto in Florida, lo Stato che quattro anni fa decise la sfida
con Al Gore per soli 537 voti: questa volta il 52 per cento degli elettori della
Florida ha votato per il presidente. Soprattutto, anche se non conta ai fini dell’elezione,
Bush sta prevalendo anche nel voto popolare a livello nazionale, con il 51 per
cento delle preferenze e 3,5 milioni di voti in più.

Finora, un solo Stato, il New Hampshire con i suoi 4 Voti Elettorali, ha cambiato
di campo rispetto alle elezioni 2000. Le attribuzioni della Pennsylvania a Kerry
e della Florida e dell’Ohio - non ancora definitiva, però - a Bush hanno sciolto
i dilemmi di questo voto negli Stati cruciali. Gli Stati definitivamente attribuiti
a Bush sono 28 (tra parentesi i Voti Elettorali in palio): Alabama (9), Alaska
(3), Arizona (10), Arkansas (6), Colorado (9), Florida (27), Georgia (15), Idaho
(4), Indiana (11), Louisiana (9), Kansas (6), Kentucky (8), Mississippi (6), Missouri
(11), Montana (3), Nebraska (5), Nevada (5), North Carolina (15), North Dakota
(3), Oklahoma (7), South Carolina (8), South Dakota (3), Tennessee (11), Texas
(34), Utah (5), Virginia (13), West Virginia (5), Wyoming (3).
Gli Stati attribuiti a Kerry sono 19 più il District of Columbia, dove si trova
la capitale Washington: California (55), Connecticut (7), Delaware (3), Discrict
of Columbia (3), Hawaii (4), Illinois (21), Maine (4), Maryland (10), Massachusetts
(12), Michigan (17), Minnesota (10), New Hampshire (4), New Jersey (15), New York
(31), Oregon (7), Pennsylvania (21), Rhode Island (4), Washington (11), Vermont
(3) e Wisconsin (10).
Restano da attribuire, oltre all’Ohio, l’Iowa (7), dove sono emersi problemi
con le macchine del voto elettronico e il New Mexico (5, mancano ancora migliaia
di voti per posta): entrambi Stati democratici nel 2000, ma la cui somma di Voti
Elettorali li rende ormai ininfluenti confrontati con l'Ohio.
L’affluenza è da record come si prevedeva, con una percentuale che supera il
60 per cento (in alcuni Stati anche il 70 per cento), ma questo dato – contrariamente
a quanto pensavano i sondaggisti – non è bastato ai democratici per insediare
Kerry alla Casa Bianca. Evidentemente la forte mobilitazione tra i simpatizzanti
dell’opposizione è stata eguagliata, se non superata, dalla passione che ha compattato
gli elettori di Bush.
Gli exit poll a livello nazionale effettuati dalla Cnn mostrano che Bush è stato
votato dal 54 per cento dagli uomini e dal 47 per cento delle donne. Kerry ha
ricevuto il 45 per cento delle preferenze maschili e il 52 per cento di quelle
femminili.
Con la riconferma di Bush, per i repubblicani il trionfo è completo: il partito
del presidente ha mantenuto - e incrementato - il controllo delle due Camere del
Congresso. Al Senato, con due seggi ancora da assegnare, è in vantaggio per 53
a 44, mentre alla Camera dei Rappresentanti il vantaggio dei repubblicani è di
228 a 199, con sette seggi ancora in bilico.