03/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo sfidante telefona al presidente per congratularsi
George W. Bush sarà presidente degli Stati Uniti per altri quattro anni: con lo Stato dell'Ohio ancora da assegnare ma con Bush in vantaggio per 136mila voti, alle 11 (le 17 in Italia) il candidato democratico John Kerry ha telefonato al rivale ammettendo la sua sconfitta. E' stata una scelta politica, perché la matematica non condanna ancora lo sfidante: con 254 Voti Elettorali a 252 e fino a 250mila schede provvisorie ancora da scrutinare nel Buckeye State, in teoria l'esito sarebbe ancora incerto.
 
Il tormentone dell'Ohio è andato avanti per tutta la giornata: al presidente mancavano 16 Voti Elettorali per arrivare alla quota necessaria di 270, e con i 20 Voti dell'Ohio arriverebbe a 274. Già in mattinata un collaboratore della Casa Bianca aveva dichiarato alle agenzie che il presidente era pronto a dichiarare vittoria perché contava l'Ohio come già suo, ma intorno alle 5 (le 11 in Italia) Bush è andato a dormire quindi qualunque annuncio ufficiale era stato rimandato. Ora, dopo la telefonata di Kerry, la situazione si dovrebbe sbloccare al più presto.
 
Kerry non aveva ancora ammesso la sconfitta ("Possiamo aspettare un'altra notte per la vittoria", aveva detto il candidato vicepresidente John Edwards), e anzi il partito democratico inizialmente credeva che in Ohio la partita non fosse ancora chiusa. "Crediamo che Kerry conquisterà l'Ohio", aveva detto in comunicato Mary Beth Cahill, la coordinatrice della campagna elettorale dello sfidante. Le grandi televisioni, memori del fiasco del 2000, sono state molto caute nell'assegnare lo Stato a Bush. Solo la Fox Tv, vicina al presidente, ha parlato senza mezzi termini di vittoria di Bush.
 
"La vittoria del presidente - aveva detto questa mattina Giovanni Kessler, il deputato dei Ds che fa parte della squadra di osservatori dell’Osce e che si trova proprio in Ohio - potrebbe rimanere in sospeso perché è stato calcolato che ci sono circa 120-150mila provisional ballot (le schede di chi non risulta iscritto nelle liste, nda: i democratici sostengono che siano addirittura 250mila). Queste devono essere convalidate in un secondo tempo dai giudici: è possibile che la faccenda vada avanti anche per delle settimane".
 
I "voti provvisori" sono una novità introdotta dopo il pasticcio delle elezioni del 2000. Riguardano quegli elettori che alle urne non hanno trovato il loro nome registrato nulle liste elettorali. Sono ammessi comunque a votare, ma la loro preferenza verrà considerata solo in un secondo momento, dopo aver appurato il motivo per cui il nome non figurava nell'elenco. Secondo il segretario di Stato dell'Ohio Ken Blackwell, devono passare 11 giorni perchè quei voti siano contati.
 
Bush comunque ha vinto in Florida, lo Stato che quattro anni fa decise la sfida con Al Gore per soli 537 voti: questa volta il 52 per cento degli elettori della Florida ha votato per il presidente. Soprattutto, anche se non conta ai fini dell’elezione, Bush sta prevalendo anche nel voto popolare a livello nazionale, con il 51 per cento delle preferenze e 3,5 milioni di voti in più.
 
Finora, un solo Stato, il New Hampshire con i suoi 4 Voti Elettorali, ha cambiato di campo rispetto alle elezioni 2000. Le attribuzioni della Pennsylvania a Kerry e della Florida e dell’Ohio - non ancora definitiva, però - a Bush hanno sciolto i dilemmi di questo voto negli Stati cruciali. Gli Stati definitivamente attribuiti a Bush sono 28 (tra parentesi i Voti Elettorali in palio): Alabama (9), Alaska (3), Arizona (10), Arkansas (6), Colorado (9), Florida (27), Georgia (15), Idaho (4), Indiana (11), Louisiana (9), Kansas (6), Kentucky (8), Mississippi (6), Missouri (11), Montana (3), Nebraska (5), Nevada (5), North Carolina (15), North Dakota (3), Oklahoma (7), South Carolina (8), South Dakota (3), Tennessee (11), Texas (34), Utah (5), Virginia (13), West Virginia (5), Wyoming (3).
 
Gli Stati attribuiti a Kerry sono 19 più il District of Columbia, dove si trova la capitale Washington: California (55), Connecticut (7), Delaware (3), Discrict of Columbia (3), Hawaii (4), Illinois (21), Maine (4), Maryland (10), Massachusetts (12), Michigan (17), Minnesota (10), New Hampshire (4), New Jersey (15), New York (31), Oregon (7), Pennsylvania (21), Rhode Island (4), Washington (11), Vermont (3) e Wisconsin (10).
 
Restano da attribuire, oltre all’Ohio, l’Iowa (7), dove sono emersi problemi con le macchine del voto elettronico e il New Mexico (5, mancano ancora migliaia di voti per posta): entrambi Stati democratici nel 2000, ma la cui somma di Voti Elettorali li rende ormai ininfluenti confrontati con l'Ohio.
 
L’affluenza è da record come si prevedeva, con una percentuale che supera il 60 per cento (in alcuni Stati anche il 70 per cento), ma questo dato – contrariamente a quanto pensavano i sondaggisti – non è bastato ai democratici per insediare Kerry alla Casa Bianca. Evidentemente la forte mobilitazione tra i simpatizzanti dell’opposizione è stata eguagliata, se non superata, dalla passione che ha compattato gli elettori di Bush.
Gli exit poll a livello nazionale effettuati dalla Cnn mostrano che Bush è stato votato dal 54 per cento dagli uomini e dal 47 per cento delle donne. Kerry ha ricevuto il 45 per cento delle preferenze maschili e il 52 per cento di quelle femminili.
 
Con la riconferma di Bush, per i repubblicani il trionfo è completo: il partito del presidente ha mantenuto - e incrementato - il controllo delle due Camere del Congresso. Al Senato, con due seggi ancora da assegnare, è in vantaggio per 53 a 44, mentre alla Camera dei Rappresentanti il vantaggio dei repubblicani è di 228 a 199, con sette seggi ancora in bilico.

Alessandro Ursic

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