13/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Parą, stavolta č morto un sindacalista vicino ai Sem Terra
scritto per noi da
Pietro Orsatti
 
Stato del Parį, nella regione Nordest del BrasileContinua in Brasile l'ondata di violenza nello Stato di Parį. E ancora una volta a essere vittima di attentati, intimidazioni e spesso omicidi sono i sindacalisti o gli attivisti dei movimenti sociali. Dopo l'uccisione il 12 febbraio di questo anno di suor Dorothy Stang, questa volta č toccato a Antōnio Matos Filho, uno dei fondatori del Sindacato dei lavoratori rurali e esponente di spicco del Partito dei Lavoratori (PT). La notte del 9 giugno a Parauapebas, cittą di circa novantamila abitanti nella zona sud-ovest dello stato, due uomini, sopraggiunti in motocicletta davanti alla casa di Matos Filho, hanno esploso alcuni colpi di pistola contro il sindacalista che č morto immediatamente cadendo sulla soglia di casa. I due uomini si sono allontanati indisturbati.
 
I soliti noti. Da alcuni mesi Antōnio Matos Filho era oggetto di minacce di morte dopo che il suo sindacato aveva preso posizioni estremamente dure contro i fazenderos locali e il governo del Parį. In particolare le minacce si erano intensificate da quando il sindacalista aveva iniziato ad appoggiare direttamente la lotta dei sem terra nella sua zona, lavorando alla creazione di un assentamento (insediamento definitivo) di sem terra in una fazenda riscattata grazie alla riforma agraria dal governo. La sua attivitą sindacale, inoltre, aveva creato un forte consenso da parte della popolazione locale verso il Partido dos Trabalhadores che, lo scorso anno, č riuscito a conquistare il municipio di Parauapebas contro ogni previsione. Il successo elettorale nel 2004 ha reso estremamente popolare la figura di Matos Filho che č entrato a far parte del direttivo statale del PT.
 
Senza terra del Parį, BrasileContro la foresta. Questo omicidio si inserisce all'interno di un quadro drammatico creatosi negli ultimi decenni in Parį. Questo Stato č al centro di una spregiudicata e violenta campagna di sviluppo, privatizzazione delle aree demaniali e distruzione della foresta amazzonica. E' lo Stato dove č pił forte l'uso di "lavoratori schiavi" nel disboscamento e nella produzione di carbone vegetale. E' qui che il 17 aprile del 1996 a Eldorado dos Carajįs vennero uccisi 19 senza terra dalla polizia: il processo su questa strage, ancora in corso, sta facendo emergere responsabilitą ad ogni livello sia politiche che amministrative e giudiziarie. Responsabilitą che vengono confermate proprio in questi giorni, sia con lo sgombero ordinato dal governo dello stato di 20.000 sem terra, sia nel rifiutare il passaggio alla giustizia federale del processo sull'uccisione di Suor Dorothy Stang. Qui operano veri e propri eserciti di pistoleros impegnati a controllare i lavoratori schiavi, a intimidire, a uccidere chiunque si opponga. Una situazione che cresce in maniera esponenziale di anno in anno nonostante gli sforzi del governo federale. Per fare un esempio, nel solo Parą dal gennaio al 23 settembre 2001 sono stati contati 968 lavoratori schiavi in 16 aziende nel sud e sudest dello Stato. Nel 2000 erano stati 359. Lo stesso Ministero del lavoro valuta che per ogni lavoratore liberato ne esistono altri tre in condizioni di schiavitł. Secondo la Commissione Pastorale della Terra (CPT), invece, per ciascun lavoratore in regola con la normativa del lavoro ce ne sono almeno 5 che lavorano irregolarmente, senza nessun diritto, con salari da fame e spesso in situazione di sottomissione al datore di lavoro che configura quel fenomeno che in Brasile viene chiamato "trabalho escravo".
 
Mercenari senza scrupoli. L'occupazione dell'Amazzonia e il suo sfruttamento (il 2004 č stato l'anno con la pił ampia deforestazione negli ultimi dieci anni) sta avvenendo soprattutto grazie a fazenderos e imprenditori provenienti in particolare dello stato di Goias e che mirano a espandere le attivitą di pascolo, la coltivazione e lo sfruttamento commerciale del legname. Contemporaneamente non sembra diminuire il fenomeno dei “grileiros”, proprietari di grandi estensioni di terra grazie alla falsificazione sistematica dei documenti di proprietą. Si tratta di avventurieri che diventano in breve tempo degli imprenditori “legali” controllando di fatto alcune zone, anche militarmente. I fazenderos che esercitano questa attivitą di coercizione, infatti, si dotano di veri e propri eserciti di pistoleros, coordinati dai gatos (capi gaudiani delle fazende e procacciatori di manodopera), che si macchiano spesso di delitti. Sono decine i casi denunciati di lavoratori che, tentando di liberarsi, sono stati uccisi da questi assassini prezzolati.
 
Amazzonia brasilianaCrescono le vittime. Il numero di attivisti della terra e di leader sindacali minacciati e uccisi continua a crescere in tutto il Brasile. Gli omicidi, le minacce e l'impunitą sono quotidiane. La Commissione pastorale per la terra ha contato da gennaio e novembre 2004 29 uccisioni, 15 delle quali nella zona sud dello Stato di Parį. Alcuni di questi casi sono emblematici: il 29 gennaio Ezequiel de Moraes Nascimento, presidente dell’associazione dei lavoratori rurali, č stato ucciso da due uomini armati davanti ai suoi familiari a Redenēćo, nel sud dello Stato. Otto giorni dopo, Ribamar Francisco dos Santos, tesoriere del Sindacato dei lavoratori rurali, č stato ucciso a colpi d’arma da fuoco davanti alla sua abitazione a Rondon, nel sud del Parį. La presidente del sindacato, Maria Joelma da Costa, ha ricevuto ripetute minacce di morte. Le proposte fatte da esponenti della destra al governo del Parą volte a toglierle la protezione della polizia attivata dopo le continue intimidazioni e minacce sono state respinte in seguito all’intervento della CPT.  Antōnio Matos Filho, negli ultimi mesi, non godeva di nessuna protezione. E addirittura oggi la polizia nega perfino che questi fosse impegnato in qualsiasi attivitą sindacale per i lavoratori rurali, negando quindi i pił evidenti moventi per questo delitto e cercando di avvalorare la tesi di un omicidio causato da una lite personale.
 
Foresta fluviale amazzonicaUna vera e propria guerra. I dati raccolti dalla Commissione Pastorale della Terra nel suo rapporto annuale sui conflitti legati alla terra in Brasile, documentano la morte di 1.349 persone, dal 1985 al 2003, in tutto il Paese: appena 64 esecutori e 15 mandanti sono stati condannati. Lo stato del Parį possiede uno dei maggiori indici di impunitį con 521 assassini segnalati e solo 13 fra esecutori e mandanti condannati: in questa regione si concentra il 50 percento delle vittime a livello nazionale. “Questi numeri fotografano la realtą di tutta la struttura brasiliana. Questa grave impunitą esiste perché il potere giudiziario č agile e rapido solo contro i piccoli, per esempio nello smantellamento degli accampamenti di sem terra, mentre per i diritti dei poveri e dei lavoratori la giustizia é molto lenta” – ha dichiarato solo pochi mesi fa Antonio Canuto, segretario nazionale CPT. "I dati delle violenze nel Parį colpiscono l’attenzione se si rapportano i 429 crimini per conflitti agrari con i solo 20 processi (appena il 5 percento) passati in giudicato, con un bilancio di solo 12 mandanti e 17 esecutori condannati".
 
Massacri e impunitą. Uno dei casi pił eclatanti di questa diffusa impunitą č proprio lo storico massacro di Eldorado do Carajas, con l’assassinio di 19 contadini sem terra da parte della polizia militare: dei 146 militari giudicati in primo grado solo due furono condannati e 144 andarono assolti.
Categoria: Guerra, Risorse
Luogo: Brasile