scritto per noi da
Pietro Orsatti

Continua in Brasile l'ondata di violenza nello Stato di Parį. E ancora
una volta a essere vittima di attentati, intimidazioni e spesso omicidi
sono i sindacalisti o gli attivisti dei movimenti sociali. Dopo
l'uccisione il 12 febbraio di questo anno di
suor Dorothy Stang, questa
volta č toccato a Antōnio Matos Filho, uno dei fondatori del Sindacato dei lavoratori
rurali e esponente di spicco del Partito dei Lavoratori (PT). La notte del 9
giugno a Parauapebas, cittą di circa novantamila abitanti nella zona
sud-ovest dello stato, due uomini, sopraggiunti in motocicletta
davanti alla casa di Matos Filho, hanno esploso alcuni colpi di pistola
contro il sindacalista che č morto immediatamente cadendo sulla soglia
di casa. I due uomini si sono allontanati indisturbati.
I soliti noti. Da alcuni mesi Antōnio Matos Filho era oggetto di minacce di morte dopo
che il suo sindacato aveva preso posizioni estremamente dure contro i
fazenderos locali e il governo del Parį. In particolare le
minacce si erano intensificate da quando il sindacalista aveva iniziato
ad appoggiare direttamente la lotta dei sem terra nella sua zona,
lavorando alla creazione di un assentamento (insediamento
definitivo) di sem terra in una fazenda riscattata grazie alla riforma
agraria dal governo. La sua attivitą sindacale, inoltre, aveva creato
un forte consenso da parte della popolazione locale verso il Partido
dos Trabalhadores che, lo scorso anno, č riuscito a conquistare il
municipio di Parauapebas contro ogni previsione. Il successo elettorale
nel 2004 ha reso estremamente popolare la figura di Matos Filho che č
entrato a far parte del direttivo statale del PT.
Contro la foresta. Questo omicidio si inserisce all'interno di un quadro drammatico
creatosi negli ultimi decenni in Parį. Questo Stato č al centro di una
spregiudicata e violenta campagna di sviluppo, privatizzazione delle
aree demaniali e distruzione della foresta amazzonica. E' lo Stato dove
č pił forte l'uso di "lavoratori schiavi" nel disboscamento e nella
produzione di carbone vegetale. E' qui che il 17 aprile del 1996 a
Eldorado dos Carajįs vennero uccisi 19 senza terra dalla polizia: il
processo su questa strage, ancora in corso, sta facendo emergere
responsabilitą ad ogni livello sia politiche che amministrative e
giudiziarie. Responsabilitą che vengono confermate proprio in questi
giorni, sia con lo sgombero ordinato dal governo dello stato di 20.000
sem
terra, sia nel rifiutare il passaggio alla giustizia federale del
processo sull'uccisione di Suor Dorothy Stang. Qui operano veri e propri
eserciti di
pistoleros impegnati a controllare i lavoratori schiavi, a
intimidire, a uccidere chiunque si opponga. Una situazione che cresce
in maniera esponenziale di anno in anno nonostante gli sforzi del
governo federale. Per fare un esempio, nel solo Parą dal
gennaio al 23 settembre 2001 sono stati contati 968 lavoratori schiavi
in 16 aziende nel sud e sudest dello Stato. Nel 2000 erano stati 359.
Lo stesso Ministero del lavoro valuta che per ogni lavoratore liberato
ne esistono altri tre in condizioni di schiavitł. Secondo la Commissione Pastorale
della Terra (CPT), invece, per ciascun lavoratore in
regola con la normativa del lavoro ce ne sono almeno 5 che lavorano
irregolarmente, senza nessun diritto, con salari da fame e spesso in
situazione di sottomissione al datore di lavoro che configura quel
fenomeno che in Brasile viene chiamato "trabalho escravo".
Mercenari senza scrupoli. L'occupazione dell'Amazzonia e il suo sfruttamento (il 2004 č stato
l'anno con la pił ampia deforestazione negli ultimi dieci anni) sta
avvenendo soprattutto grazie a fazenderos e imprenditori provenienti in particolare dello stato di Goias e che mirano
a espandere
le attivitą di pascolo, la coltivazione e lo sfruttamento
commerciale del legname. Contemporaneamente non sembra diminuire il
fenomeno dei grileiros, proprietari di grandi estensioni di terra
grazie alla falsificazione sistematica dei documenti di proprietą. Si
tratta di avventurieri che diventano in breve tempo degli imprenditori
legali controllando di fatto alcune zone, anche militarmente. I
fazenderos che esercitano questa attivitą di coercizione, infatti, si
dotano di veri e propri eserciti di pistoleros, coordinati dai gatos
(capi gaudiani delle fazende e procacciatori di manodopera), che si
macchiano spesso di delitti. Sono decine i casi denunciati di
lavoratori che, tentando di liberarsi, sono stati uccisi da questi
assassini prezzolati.
Crescono le vittime.
Il numero di attivisti della terra e di leader sindacali minacciati e
uccisi continua a crescere in tutto il Brasile. Gli omicidi, le minacce
e
l'impunitą sono quotidiane. La Commissione pastorale per la terra
ha contato da gennaio e novembre 2004 29 uccisioni, 15 delle
quali nella zona sud dello Stato di Parį. Alcuni di questi casi sono
emblematici: il 29 gennaio Ezequiel de Moraes Nascimento, presidente
dellassociazione dei lavoratori rurali, č stato ucciso da due uomini
armati davanti ai suoi familiari a Redenēćo, nel sud dello Stato. Otto
giorni dopo, Ribamar Francisco dos Santos, tesoriere del Sindacato dei
lavoratori rurali, č stato ucciso a colpi darma da fuoco davanti alla
sua abitazione a Rondon, nel sud del Parį. La presidente
del sindacato, Maria Joelma da Costa, ha ricevuto ripetute minacce di
morte. Le proposte fatte da esponenti della destra al governo del Parą
volte a toglierle la protezione della polizia attivata dopo le continue
intimidazioni e minacce sono state respinte in seguito allintervento
della CPT. Antōnio Matos Filho, negli ultimi mesi, non
godeva di nessuna protezione. E addirittura oggi la polizia nega
perfino che questi fosse impegnato in qualsiasi attivitą sindacale per
i lavoratori rurali, negando quindi i pił evidenti moventi per questo
delitto e cercando di avvalorare la tesi di un omicidio causato da una
lite personale.
Una vera e propria guerra.
I dati raccolti dalla Commissione Pastorale della Terra nel suo
rapporto annuale sui conflitti legati alla terra in Brasile,
documentano la morte di 1.349 persone, dal 1985 al 2003, in tutto il
Paese: appena 64 esecutori e 15 mandanti sono stati condannati. Lo
stato del Parį possiede uno dei maggiori indici di impunitį con 521
assassini segnalati e solo 13 fra esecutori e mandanti condannati: in
questa regione si concentra il 50 percento delle vittime a livello
nazionale.
Questi numeri fotografano la realtą di tutta la struttura brasiliana.
Questa grave impunitą esiste perché il potere giudiziario č agile e
rapido solo contro i piccoli, per esempio nello smantellamento degli
accampamenti di
sem terra, mentre per i diritti dei poveri e dei
lavoratori la giustizia é molto lenta ha dichiarato solo pochi mesi
fa Antonio Canuto, segretario nazionale CPT. "I dati delle violenze
nel Parį colpiscono lattenzione se si rapportano i 429 crimini per
conflitti agrari con i solo 20 processi (appena il 5 percento) passati in
giudicato, con un bilancio di solo 12 mandanti e 17 esecutori
condannati".
Massacri e impunitą. Uno dei casi pił eclatanti di questa diffusa impunitą č proprio lo
storico massacro di Eldorado do Carajas, con lassassinio di 19
contadini sem terra da parte della polizia militare: dei 146 militari
giudicati in primo grado solo due furono condannati e 144 andarono
assolti.