13/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Squadre neofasciste, coltelli e migranti uccisi per ritorsione dopo una aggressione mortale contro un cittadino greco. Tutto nella capitale

Alle cinque dell'alba del 10 maggio, un uomo di quarantaquattro anni, Manolis Kantaris, esce dal portone del palazzo, dove vive nel centro di Atene, e si avvia alla macchina: sono cominciate le doglie di sua moglie, vuole portare l'auto sotto casa e, con la sposa, avviarsi verso la maternità. In mano tiene una videocamera, quella con cui riprendere la nascita del figlio. Tre uomini nordafricani, stando alle dichiarazioni della polizia in possesso dei filmati delle telecamere adiacenti, si avvicinano a Manolis Kantaris, esigono la videocamera e, al rifiuto dell'uomo, lo accoltellano mortalmente, per poi darsi alla fuga con il misero bottino appresso.

Amici e vicini, abitanti del quartiere della vittima, già di prima mattina allestiscono un altare di omaggio in prossimità dell'auto rimasta tragicamente immobile. Spuntano bandiere greche e, intanto, cominciano a sentirsi le prime dichiarazioni irose per lo Stato assente, per il degrado del centro storico di Atene, per i migranti: ‘'quegli assassini''. Una prima piccola manifestazione si organizza nel primo pomeriggio. Senza incidenti. Qui, perché a qualche chilometro di distanza, è in corso la manifestazione per lo sciopero generale dei sindacati: quindici feriti tra i dimostranti, uno in coma, per le manganellate degli agenti anti - sommossa.

Sul centro storico di Atene cala la notte, quella fra l'11 e il 12 maggio. Alle due di mattina un ventenne del Bangladesh viene accoltellato e ucciso da due individui vestiti di nero, incappucciati, facenti parte di un gruppo di circa quindici persone che va a passeggio per le vie della città, armato di bastoni e coltelli. Lo affermano testimoni oculari, mentre la polizia ha cambiato opinione in poche ore: la prima dichiarazione ufficiale riportava un ‘'delitto razziale, da collegare all'omicidio della notte precedente'', una vendetta. Eppure, poche ore dopo, il Ministero di Difesa del Cittadino parlava di ‘'un chiarimento di conti''.

Intanto, la notte è ancora fonda e decine di negozi gestiti da migranti sono distrutti e saccheggiati, le vetrine frantumate, mentre gli stranieri che a quell'ora finiscono di lavorare si fanno accompagnare a casa terrorizzati.

E' il 12 maggio, mattina: il portavoce del governo, Ghiorgos Petalotis, dichiara che gli scontri del giorno prima, nel corso dello sciopero generale, sono ‘'ragazzate''. A mezzogiorno si organizza una seconda piccola manifestazione in onore di Manolis Kantaris: senza incidenti fisici, perché la violenza verbale è spesso feroce. Al pomeriggio, le manifestazioni sono due: una contro la brutalità della polizia che, il giorno prima, ha quasi mandato a morire un uomo che ancora è in coma. Il centro di Atene, ancora una volta, si trasforma in una camera a gas e gli scontri tra autonomi e agenti sono, ormai, l'immancabile rito.

A pochi metri di distanza, la seconda manifestazione, quella dei neo - nazisti di ‘'Alba d'oro'' (Xrysi Avghi). Una manifestazione permessa dalle autorità, che parte dal luogo del delitto del 10 maggio e si dirige verso il Municipio (in cui, Alba d'oro, è riuscita, per la prima volta nella storia dell'organizzazione, a far eleggere un consigliere comunale, a seguito delle amministrative di novembre 2010). L'aria è tersa, i lacrimogeni qui non si usano, gli agenti anti - sommossa e la celere si limitano a guardare, come fanno sempre, in questi casi. Osservano, mentre i neo - nazisti si accorgono di un migrante: lo inseguono, lo picchiano. Poi un altro e un altro ancora, per un totale di trenta ricoveri ospedalieri di migranti accoltellati o massacrati di botte alla testa. La mensa comunale, frequentata dai derelitti greci, viene assaltata anch'essa. La polizia assiste impassibile, poi procede a quarantasette fermi e a un arresto solo, quello di un migrante.

Razzismo, violenza, il centro storico di Atene sfigurato e abbandonato dai governi dell'ultimo decennio, vuoti lasciati dalla crisi che solo il delirio neo - nazista riesce a colmare: la crisi economica della Grecia sta evolvendo.

Margherita Dean

 

Parole chiave: grecia, neo nazisti, migranti, atene
Categoria: Diritti, Migranti, Politica
Luogo: Grecia