13/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il capo tibetano in visita negli Usa: "Osama come Saddam". Delusione per le negoziazioni Tibet-Cina. Sulla sua successione dichiara: "Non c'Ŕ fretta"

Il Dalai Lama, intervenuto ieri in una conferenza stampa nel New Jersey, ha espresso tristezza per l'eliminazione del capo di al-Qaeda Osama Bin Laden, ucciso durante il blitz statunitense nella sua residenza pakistana. "Un'azione sbagliata, come quando Saddam Hussein venne impiccato nel 2006. Mi sento molto triste", ha dichiarato il capo spirituale, contraddicendo quanto espresso la scorsa settimana a Los Angeles. Il governo tibetano è intervenuto a riguardo per chiarire la posizione del Dalai Lama, affermando che sua intenzione è distinguere "tra l'azione e l'attore".

Il capo tibetano, impegnato in un ciclo di conferenze negli Stati Uniti, si è anche pronunciato riguardo le negoziazioni in corso tra Cina e Tibet, "finora prive di risultati positivi", e ha espresso la necessità di affrontare il problema "prima o poi", ribadendo che il suo popolo "non chiede indipendenza, bensì autonomia".

Intanto il governo tibetano in esilio ha fatto sapere di voler trovare un successore prima che il Dalai Lama muoia, al fine di eludere la possibilità di una scelta cinese. Il capo buddhista non mostra però la stessa apprensione e a riguardo ha detto: "Non c'è fretta".

 

Parole chiave: Tibet, Dalai Lama, Osama Bin Laden
Categoria: Diritti, Popoli, Religione
Luogo: Stati Uniti