12/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il novantunenne ucraino contribuì all'assassinio di oltre 28mila ebrei del campo di sterminio di Sobibor

É stato condannato a cinque anni di reclusione John Demjanjuk, il novantunenne d'origine ucraina accusato di concorso attivo nello sterminio di migliaia di ebrei nel campo di Sobibor, oggi in Polonia. A causa dell'età avanzata, tuttavia, il tribunale di Monaco di Baviera ha sospeso l'attuazione dell'intera sentenza.

Demjanjuk è ritenuto responsabile di aver collaborato all'assassinio di almeno 28.060 ebrei, deportati dal Terzo Reich nel campo di sterminio polacco e uccisi nelle camere a gas. "Lei, imputato, - ha dichiarato in aula il giudice Ralph Alt - come tutti i Trawniki [i volontari stranieri che affiancavano le SS], sapevate perfettamente cosa accadeva là; con la vostra partecipazione attiva, lei ha svolto un ruolo essenziale nell'annientamento del popolo ebraico".

Demjanjuk è stato condannato a una pena inferiore di un anno rispetto alla richiesta (sei anni di reclusione) formulata dal pubblico ministero. Nella decisione di sospendere la sentenza, il tribunale ha tenuto conto anche dei due anni di carcere preventivo.

Dopo la guerra, Demjanjuk si è rifugiato negli Stati Uniti. Arrestato e processato in Israele, è stato condannato a morte e in seguito assolto per insufficienza di prove. É stata poi la Germania a farsi carico del processo e a ottenerne l'estradizione.

Parole chiave: Olocausto, ebrei, condanna
Categoria: Diritti, Storia
Luogo: Germania