12/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La popolazione è devastata da un tumore facciale letale, altamente contagioso a causa della mancata differenza genetica interna a questo tipo di marsupiali

Rischia l'estinzione il diavolo della Tasmania, il più grande marsupiale carnivoro vivente, la cui popolazione si è più che dimezzata negli ultimi dieci anni. A mettere in pericolo la sopravvivenza della specie non è la caccia, ma la mancanza di diversità genetica. L'intera popolazione dei diavoli condivide un Dna pressoché identico, e questo fa sì che il loro sistema immunitario non sia in grado di difendersi da un tumore facciale altamente contagioso che li sta decimando.

I diavoli diffondono il tumore mordendosi l'un l'altro, e la mancanza di diversità genetica si sta rivelando fatale. "Un individuo - spiega il direttore del Centro per l'antico Dna dell'Università di Adelaide, Alan Cooper - non può distinguere le cellule di un altro dalle sue, il sistema immunitario non le respinge, quindi il tumore facciale si consolida rapidamente". Da qui, l'estinzione quasi certa, che si potrà evitare forse soltanto grazie ai programmi di riproduzione in cattività.

Inizialmente gli scienziati ritenevano che la mancata diversità genetica derivasse da recenti incroci di consanguinei (inbreeding). In seguito ad alcuni studi effettuati comparando il Dna dei fossili nel continente e quello degli individui ancora viventi in Tasmania, si è scoperto che la diversità genetica per questi animali non è mai esistita.