09/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono oltre seicentomila i libici in fuga dalla guerra. Grandi manifestazioni di solidarietà da parte del popolo tunisino

Sono oltre seicentomila - secondo il commissario europeo Cecilia Malmstrom - i libici che stanno lasciando il loro Paese a causa della guerra civile, e continuano a riversarsi in Tunisia e in Egitto. Un fenomeno fomentato dallo stesso Muammar Gheddafi, che favorisce le partenze verso Lampedusa dei barconi con a bordo centinaia di migranti: una ritorsione manifesta nei confronti di Roma, in seguito all'intervento italiano in Libia a fianco della Nato e al sostegno  nei confronti degli insorti.

La situazione per i profughi libici è però destinata ad aggravarsi: l'Egitto ha annunciato ieri sera che i migranti in fuga dalla Libia potranno entrare nel Paese solo se minuti di visto. Una condizione impensabile per chi cerca di entrare in Egitto e dunque si trova nei pressi del confine, perché i documenti vanno richiesti alle ambasciate egiziane, molto distanti dalla frontiera. Resta dunque la Tunisia come ultima speranza, ma anche qui la situazione è compromessa, a causa della violenza dilagante e dei numerosi saccheggi.

Nonostante questo, in Tunisia sono molte le manifestazioni di solidarietà nei confronti dei migranti libici, che vengono accolti nelle case anche dalle famiglie più povere. Vengono inoltre organizzate raccolte di generi di prima necessità: cibo, medicine, abiti e, per i bimbi libici, materiale didattico e giocattoli.

 

Parole chiave: Muammar Gheddafi, frontiera, solidarietà
Categoria: Guerra, Profughi, Migranti
Luogo: Libia