04/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Ancora da definirsi la data in cui terminerà la missione. Cinque persone uccise oggi a Misurata nei bombardamenti delle truppe lealiste

La missione in Libia potrà dirsi "compiuta quando saranno stati raggiunti i tre obiettivi militari su cui c'è l'accordo di tutti i partecipanti all'operazione 'Unified Protector'". Lo ha dichiarato oggi il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ai giornalisti che gli chiedevano se fosse preoccupato riguardo alla possibilità che alcuni Paesi alleati si ritirino dalle operazioni militari. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi a Bruxelles, Rasmussen ha nuovamente elencato i tre obiettivi in questione, che sono "la fine di tutti gli attacchi contro i civili, il ritiro di tutte le forze - inclusi i cecchini ed i mercenari - nelle loro basi, e il libero accesso all'assistenza umanitaria".

La durata della missione dipende dunque dal raggiungimento di tutti e tre questi "traguardi", che a loro volta ne implicano un quarto, cioè che Muammar Gheddafi lasci definitivamente il potere. A proposito del Colonnello, il numero uno dell'Alleanza atlantica ha affermato che le capacità militari dei suoi uomini sono molto più deboli rispetto a quando è iniziata l'operazione: "Abbiamo colpito importanti obiettivi militari, carri armati, mezzi blindati, lanciarazzi, centri di comando, tutti strumenti usati per attaccare i civili".

Nel frattempo arriva da Misurata la notizia di cinque persone uccise nel bombardamento condotto oggi dalle brigate fedeli al raìs contro il porto della città. A questi va aggiunto un numero imprecisato di feriti, sia cittadini libici che stranieri. Le vittime erano in attesa di imbarcarsi sulla "Red Star One" dell'Oim (International Organization for Migration), attraccata stamani per evacuare circa mille persone dal Paese.