04/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I comitati di coordinamento delle proteste dichiarano in un comunicato che non si fermeranno fino a quando non otterranno la libertà voluta

"Dobbiamo continuare la nostra pacifica rivoluzione in tutta la Siria, fino a quando non raggiungeremo la libertà che chiediamo". Lo hanno dichiarato oggi i comitati di coordinamento delle proteste antigovernative contro il regime siriano, in un comunicato reso noto da fonti di stampa a Beirut. Non si ferma dunque la lotta degli attivisti, nonostante l'esercito continui a presidiare i luoghi della protesta. I dimostranti denunciano inoltre i continui arresti perpetrati ai loro danni: dal 15 marzo ad oggi si registra una media di circa cinquecento incarcerazioni al giorno.

Dal ministero degli Esteri francese arriva nel frattempo l'invito ai connazionali ad abbandonare la Siria - tranne in casi di stretta necessità - almeno fino a quando la situazione non si sarà normalizzata. In mattinata ha parlato il capo della diplomazia francese, Alain Juppè, sottolineando che se Bashar al-Assad persisterà con la repressione contro i manifestanti sarà rovesciato. "Con i partner dell'Unione europea - ha dichiarato Juppè all'emittente France 24 - stiamo mettendo a punto sanzioni mirate nei confronti di determinate personalità ed auspichiamo, noi francesi, che Bashar al-Assad sia su questa lista".