02/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Le forze dell'ordine hanno represso con violenza le manifestazioni di Santiago e di Bogotà. Mentre nel resto dell'America Latina i cortei di piazza si sono svolti in tutta serenità e con grande partecipazione

Almeno dieci persone sono state arrestate dalle forze dell'ordine cliene durante le manifestazioni del Primo Maggio organizzate dalla Central Unitaria de Trabajadores (CUT) a Santiago. Dopo aver represso il corteo con autocarri muniti di pompe ad acqua e gas lacrimogeni, le forse di sicurezza hanno proceduto anche a fermare alcuni manifestanti. In tutto erano circa trentamila e si sono mobilitate per le vie della capitale per criticare la politica del lavoro portata avanti dal governo del presidente Sebastián Piñera. Precarietà, bassi salari e mancanza di copertura sociale al centro delle proteste. 

Stessa storia in Colombia, a Bogotà, dove la polizia ha aggredito i lavoratori che marciavano per le vie della capitale, lasciando molti feriti. Non precisato il numero. La repressione più violenta è avvenuto all'altezza di Plaza Bolivar, dove si erano riuniti vari dirigenti sindacali e il Polo Democratico, il principale partito di opposizione, che aspettavano l'arrivo del corteo per unirsi. 

Nonostante tutto però, da nord a sud, i lavoratori di tutta l'America Latina hanno marciato ieri, primo maggio, nella principali piazze delle più importanti città. In alcuni per celebrare salari migliori, in altri per esigerli, assieme ad altre rivendicazioni della classe operaia e più rispetto dei diritti umani. Ma ad eccezione di Cile e Colombia, in ogni dove si è trattato di manifestazioni tranquille e pacifiche

 

 

Parole chiave: santiago, bogotà, manifestazioni, poliizia
Categoria: Diritti
Luogo: Cile