10/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Hamza Piccardo, edizioni Alif, 2005
la copertina del libroCosa succederebbe se, all'improvviso, i produttori e i consumatori di petrolio si alleassero in nome della pace e del rispetto dei diritti dell'uomo? Da questo presupposto muove il racconto di Hamza Piccardo, uno dei fondatori dell'UCOII (Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) e intellettuale molto attivo. Il libro si chiama Il Puzzle del Derviscio (edizioni Alif), e il titolo si riferisce al tessitore della fitta rete di legami che porta al rivoluzionario rovesciamento dei rapporti di forza nel mercato mondiale del petrolio. Un derviscio appunto, appellativo con il quale s'indicano i confratelli di una confraternita sufi, mistici islamici tradizionalmente portatori di una evoluzione umana attraverso lo studio e la meditazione e ispiratori di una cultura di pace.
 
Il puzzle. L'ipotesi è affascinante e le conseguenze sarebbero rivoluzionarie. Tutto comincia a New York, forse non a caso la stessa città dove l'11 settembre 2001 ha stravolto le vite di migliaia di statunitensi e di milioni di iracheni e afgani, con la consegna di un pacchetto che fa perdere i sensi a Badreddine, ragazzo del Bangladesh che lavora negli Usa. Lui è il prescelto, sarà lui il filo rosso che aiuterà a risolvere il puzzle. Lo stile scelto da Hamza è molto particolare: tutta la vicenda viene raccontata attraverso testi brevi come sms, che si rincorrono dai quattro angoli della terra. Ogni singolo personaggio è un frazionista di una staffetta immaginaria che ha per scopo sovvertire il blocco finanziario-economico che non permette ai popoli possessori delle fonti di energia di godere dei benefici della vendita delle stesse. In un attimo, con un ritmo che ricorda le comunicazioni moderne caratterizzate dalla simultaneità, si passa dall'Iraq a Zanzibar, dalla Francia alla Malesia, dall'Albania a Londra, passando per l'Iran e il Vaticano. La rete dei contatti è fitta e ognuno dei personaggi svolge un ruolo all'interno di un disegno più grande. Il punto di arrivo è la città di Konya in Turchia, ma la fine della storia è tutta da leggere.
 
Una favola?  Quella di Piccardo è senza dubbio una storia di fantasia, ma non è un caso che nella storia siano molti i personaggi reali citati. La tematica del potere finanziario che, nella lotta all'ultimo sangue per il controllo delle risorse energetiche, non si pone limiti di fronte a nulla e tantomeno di fronte alla vita delle popolazioni civili, è drammaticamente attuale. Un intellettuale, di fronte a tutto questo, offre una sua chiave di lettura. La fede che, come troppe poche volte accade, viene utilizzata per costruire ponti tra i popoli e non muri. Attorno a valori universali tutte le fedi parlano lo stesso linguaggio e vogliono le stesse cose. Piccardo è un musulmano e racconta un mondo che conosce, ma il senso che l'iniziativa deve tornare nelle mani delle popolazioni civili resta al di là della fede che diventa motore del cambiamento. Anzi delle fedi. Tutte insieme.
Nel Puzzle del Derviscio sembra essere proprio questo il messaggio: si cominci a valutare quello che ci unisce e non quello che ci divide, così da sottrarre gli strumenti che i grandi potentati economici utilizzano per governare il mondo.

Christian Elia

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