
Cosa succederebbe
se, all'improvviso, i produttori e i consumatori di petrolio si alleassero in
nome della pace e del rispetto dei diritti dell'uomo? Da questo presupposto
muove il racconto di Hamza Piccardo, uno dei fondatori dell'UCOII (Unione
delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia) e intellettuale molto
attivo. Il libro si chiama
Il Puzzle del Derviscio (edizioni
Alif),
e il titolo si riferisce al tessitore della fitta rete di legami che porta al
rivoluzionario rovesciamento dei rapporti di forza nel mercato mondiale del
petrolio. Un derviscio appunto, appellativo con il quale s'indicano i
confratelli di una confraternita
sufi, mistici islamici tradizionalmente
portatori di una evoluzione umana attraverso lo studio e la meditazione e
ispiratori di una cultura di pace.
Il puzzle. L'ipotesi è affascinante e le conseguenze
sarebbero rivoluzionarie. Tutto comincia a New York, forse non a caso la stessa
città dove l'11 settembre 2001 ha stravolto le vite di migliaia di statunitensi
e di milioni di iracheni e afgani, con la consegna di un pacchetto che fa
perdere i sensi a Badreddine, ragazzo del Bangladesh che lavora negli Usa. Lui
è il prescelto, sarà lui il filo rosso che aiuterà a risolvere il puzzle. Lo
stile scelto da Hamza è molto particolare: tutta la vicenda viene raccontata
attraverso testi brevi come sms, che si rincorrono dai quattro angoli della
terra. Ogni singolo personaggio è un frazionista di una staffetta immaginaria
che ha per scopo sovvertire il blocco finanziario-economico che non permette ai
popoli possessori delle fonti di energia di godere dei benefici della vendita
delle stesse. In un attimo, con un ritmo che ricorda le comunicazioni moderne
caratterizzate dalla simultaneità, si passa dall'Iraq a Zanzibar, dalla Francia
alla Malesia, dall'Albania a Londra, passando per l'Iran e il Vaticano. La rete
dei contatti è fitta e ognuno dei personaggi svolge un ruolo all'interno di un
disegno più grande. Il punto di arrivo è la città di Konya in Turchia, ma la
fine della storia è tutta da leggere.
Una favola?
Quella di Piccardo è senza dubbio una storia di fantasia, ma non è un
caso che nella storia siano molti i personaggi reali citati. La tematica del
potere finanziario che, nella lotta all'ultimo sangue per il controllo delle
risorse energetiche, non si pone limiti di fronte a nulla e tantomeno di fronte
alla vita delle popolazioni civili, è drammaticamente attuale. Un
intellettuale, di fronte a tutto questo, offre una sua chiave di lettura. La
fede che, come troppe poche volte accade, viene utilizzata per costruire ponti
tra i popoli e non muri. Attorno a valori universali tutte le fedi parlano lo
stesso linguaggio e vogliono le stesse cose. Piccardo è un musulmano e racconta
un mondo che conosce, ma il senso che l'iniziativa deve tornare nelle mani
delle popolazioni civili resta al di là della fede che diventa motore del
cambiamento. Anzi delle fedi. Tutte insieme.
Nel
Puzzle
del Derviscio sembra essere proprio questo il messaggio: si cominci a
valutare quello che ci unisce e non quello che ci divide, così da sottrarre gli
strumenti che i grandi potentati economici utilizzano per governare il mondo.