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"Nei giorni a venire l'Egitto prenderà misure importanti per alleggerire il blocco su Gaza" ha detto il ministro degli Esteri egiziani, Nabil al-Araby all'emittente televisiva al-Jazeera. Lo stesso ministro ha definito "vergognosa" la decisone di chiudere il valico di Rafah che è il punto di ingresso per la Striscia di Gaza non controllato da Israele.
Sembra che la decisione fosse nell'aria da qualche giorno e il suo scopo principale sarebbe quallo di "alleggerire la sofferenza della nazione palestinese" ha confermato il ministro.
Dunque, entro una decina di giorni al massimo, e dopo quattro anni di chiusura, il valico di Rafah verrà chiuso.
La decisione di riaprire il valico sottolinea la netta distanza con la politica del presidente Mubarak che su Gaza aveva posizioni molto vicine a quelle di Israele.
Non appena il valico di Rafah tornerà ad essere aperto, potranno passare beni e persone da e per la Striscia di Gaza, senza che vi sia alcun controllo da parte di Israele.
Secondo Haaretz la decisione contrasta con l'accordo firmato nel 2005 tra Usa, Israele, Egitto e Unione europea che incaricava gli osservatori Ue di "presidiare gli accessi al valico".
Il passaggio per la Striscia di Gaza è stato aperto in rare occasioni e solo per scopi umanitari.