26/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Forze fedeli al regime si scagliano contro i manifestanti. L'opposizione accetta il piano transitorio proposto dai Paesi del Golfo. Si protesta a Sanaa:"Nessun diritto di firmare accordi con Saleh"

Un'altra giornata di tensioni in Yemen, dove folle di manifestanti hanno invaso le piazze di numerose città per protestare contro il presidente Ali Abdullah Saleh. Secondo quanto riferito da testimoni e fonti mediche, a Taez, città a sud della capitale Sanaa, gruppi di cecchini sono entrati in azione contro i civili sparando dai tetti "sui giovani radunati nella piazza della protesta". Il bilancio è di almeno due morti, tra cui Mazen Abdullah, e una decina di feriti. Intanto nella città di Beit al-Faqih, sul Mar Rosso, le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco ferendo otto dimostranti.

Oltre a chiedere che Saleh abbandoni immediatamente il posto di comando, i manifestanti hanno espresso il loro dissenso sull'accordo raggiunto tra le forze dell'opposizione riunite nel Fronte Comune e il Consiglio dei Paesi del Golfo. Il piano di mediazione proposto dalla monarchie arabe, inizialmente rigettato dallo stesso presidente yemenita, prevede la formazione di un governo di riconciliazione nazionale, dimissioni di Saleh entro trenta giorni e l'immunità per il presidente e la sua famiglia. Secondo i manifestanti però il Fronte Comune, pur facendo parte della rivolta, "non ha il diritto di firmare nessun accordo con il regime".

 

Parole chiave: Yemen, proteste, Golfo, Ali Abdullah Saleh
Categoria: Diritti, Guerra, Pace, Politica, Popoli
Luogo: Yemen