22/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Tremila persone manifestano per chiedere riforme al sultano Qaboos bin Said. L'imam Hargan scende in strada e parla ai fedeli in marcia

Circa tremila persone si sono radunate oggi a Salalah, dando vita ad una delle manifestazioni di protesta più grandi svoltesi nell'Oman. La città portuale, situata nel Sud del Sultanato, è stata invasa da una popolazione assetata di democrazia, che chiede riforme liberali e le dimissioni dei funzionari governativi accusati di corruzione. Tra i manifestanti anche numerosi lavoratori in sciopero, le cui istanze riguardano principalmente incrementi salariali.

Alle proteste si è unito l'imam Hamer Hargan, che invece di condurre la tradizionale preghiera del venerdì nella moschea, ha scelto di recitare il sermone nelle strade al fianco ai manifestanti. "Il popolo dell'Oman non ha paura di protestare fin quando non otterrà le riforme. Chiediamo il processo dei ministri accusati di aver sottratto fondi pubblici per anni", ha detto l'imam alla folla.

In Oman le proteste antigovernative, nate sulla scia delle rivolte nei paesi arabi, sono iniziate lo scorso 17 gennaio con la "marcia verde" a Muscat. In quell'occasione i manifestanti hanno chiesto al sultano Qaboos bin Said, al potere da 40 anni e fedele alleato degli Stati Uniti, di rimuovere i ministri corrotti. Il governo, per placare gli animi, ha promesso, la scorsa domenica un pacchetto di aiuti di 2,5 miliardi di dollari e nuovi posti di lavoro.

 

Parole chiave: Oman, proteste, sultano Qaboos bin Said
Categoria: Diritti, Politica, Popoli
Luogo: Oman