20/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il "premier" di Gaza ricorda l'attivista italiano:"La sua anima resterà viva". Catturati i quattro ricercati per l'assassinio:"Il loro crimine non ostacolerà nuove flottiglie"

All'indomani del blitz della polizia di Hamas che ha portato all'arresto dei salafiti ricercati per l'assassinio di Vittorio Arrigoni, sequestrato e brutalmente ucciso a Gaza la scorsa settimana, il capo del governo di fatto, Ismail Haniyeh, ha oggi voluto ricordare l'attivista italiano, definendolo "un combattente pacifico per la libertà del popolo palestinese", in un articolo firmato e destinato alla stampa internazionale.

"Vittorio non è scomparso, la sua anima resterà viva, custodita nei valori per i quali ha vissuto", scrive Haniyeh, ricordando come il suo governo avesse più volte riconosciuto l'impegno profuso dal giovane Arrigoni nella "lotta pacifica contro l'occupazione israeliana", per cui aveva ricevuto "cittadinanza palestinese".

Il premier di "Gaza" ha poi rinnovato le sue condoglianze alla mamma e alla famiglia di Vittorio, alla sua città e a tutto il popolo italiano, promettendo di rendere giustizia a un crimine vietato dall'Islam e che non impedirà a nuove Freedom Flotillas di sfidare il blocco marittimo imposto da Israele. Haniyeh ha speso parole anche contro il "gruppo isolato e deviazionista" dei salafiti, responsabile di un assassinio che "non riuscirà a spegnere il suono della voce di Vittorio a Gaza City".