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Nessuno ha mai detto (a parte i naives) che gli eventi attuali nel mondo arabo si muoveranno facilmente da una situazione ad un'altra, nella maggior parte dei casi contraddittoria: dallo status quo alla rivoluzione, dalla tirannia alla libertà , dal cambio pilotato dalle autorità al cambio sociale, e da una società familiare ad una società civile.
Nessuna delle persone che hanno seguito gli eventi in Tunisia e in Egitto, dove il presidente é stato invece deposto, puo' essere in grado di provare che lo status quo é attualmente capace di organizzare le varie discussioni e di lanciare una resistenza sotto differenti forme e strutture. Come per quelli che hanno seguito la situazione in Libia e in Yemen vedranno con i proprio occhi il caro prezzo del cambiamento.
Alcune settimane fa mi é stato chiesto delle possibili soluzioni siriane: si tratta di una situazione simile a quella tunisina/ egiziana basata sulle interferenze delle armi per salvare il regime o si tratta piuttosto di una soluzione come quella libica, basata sullo smantellamento dello stato attraverso due parti in conflitto o ancora il modello yemenita dove il capo del regime e le sue armi stanno resistendo alla forte volontà popolare...
Ho risposto che la Siria non sarà nessuno di questi casi. La Siria deve essere un prototipo civile e politico all'avanguardia che piazzerà questo Paese in un nuovo percorso che le permetterà di evitare un collasso. Cosi il Paese potrebbe riuscire ad ottenere un cambio graduale e sicuro che possa offrire un'alternativa a questa fase storica iniziata mesi fa nel mondo arabo.
La possibilita siriana consensuale e civile implica due cose: l'astensione del regime nell'utilizzare gli apparati di sicurezza come soluzione alla corrente situazione e l'astensione da parte del movimento di protesa attuale di utilizzare le armi per deporre il regime.
Si dovrebbe pensare piuttosto ad una soluzione basata su un dialogo nazionale globale che possa mettere da parte queste due situazioni per evitare che il Paese possa trasformarsi in un'arena da combattimento e poco importa chi ne sarà il vincitore perché il costo del confronto sarà mortale per il regime che secondo me non ha nessun interesse nello smantellare la sua società per quanto le richieste di essa possano essere estensive e diverse.
Un caro prezzo sarà pagato anche dalla società che dovrebbe realizzare che i calcoli errati non porteranno alla libertà ma piuttosto al collasso dell'unità della societa siriana in addizione allo smantellemento e distruzione dello stato. Il solo attore che beneficierà di di una soluzione sicuritaria é Israele: il più grande nemico armato che occupa la terra siriana e aspira a occupare più terra. Questo nemico sarà ancora più potente dopo il collasso dello Stato e la divisione sociale. Israele potrà cosi comandare il nostro Paese con il telecomando.
La situazione politica implica la continua ammissione della legittimità delle domande dei protestanti da parte del regime e mettere fine ad ogni atto di violenza nelle strade. Bisogna inoltre fare una differenza separando i manifestanti pacifisti e le poche bande armate. Intamare un dialogo con i protestanti e cercare di convincerli attraverso parole e azioni che le loro domande saranno soddisfatte.
Il regime inoltre deve smetterla di gridare al complotto esterno. Deve essere fermato ogni atto o comunicato che potrebbe minacciare il regime o insospettire.
Gli eventi attuali nei nostri paesi non sono estranei agli eventi nella nazione araba. Una fase si é chiusa ed una nuova sta iniziando adesso ovunque nel mondo arabo. Finalizzare questa nuova fase sarà fatto in maniera diversa in ogni Stato. Le decisioni devono essere prese da ognuno di questi stati. Una soluzione legata alla sicurezza é impossibile da attuare perche opprimendo non si arriva a niente cosi come reprimendo le domande di libertà.
Nessuno in Siria ha interesse a trovare una soluzione che faccia abortire la soluzione politica. Il popolo non ha interesse nel pagare un caro prezzo per far cadere il regime quando quest' ultimo grida di voler fare riforme e che sta rispondendo ai bisogni di cambiamento e libertà.
Sto dicendo questo sapendo già che riceverò molti insulti e accuse che diranno che sono un agente dello Stato. La situazione non é facile, e diventa sempre piu complicata e difficile. Il confronto attuale non é tra un'autorità e un partito politico o una minoranza di persone. Il confronto attuale gode di una copertura araba e internazionale che sostiene un regime che ha un' ampia base popolare.
La violenza contro le giovani generazioni é un pericolo che deve essere evitato. Si deve aprire una finestra per il dialogo per permettere al nostro Paese di uscire fuori da questa crisi e permettere alla sua gente di uscirne unita.
Michel Kilo