20/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel Paese sembrano scontrarsi movimenti interni e insidie che arrivano dall'estero

''Chi sono questi uomini armati che escono di notte sparando sulla polizia e sui civili?''. ''A chi appartiene questa banda di uomini barbuti che ho visto l'altra notte aggirarsi per le strade del mio villaggio?''. A porsi queste domande é Sami, un medico siriano , mentre fuma un narghile sulla sua terrazza nel villaggio siriano di Zeidan, a pochi chilometri da Homs.

Da quando la rivoluzione siriana, il 15 marzo scorso, ha iniziato ad impossessarsi delle strade chiedendo la fine del regime di Assad sono sempre più numerose e molteplici le testimonianze che arrivano da questa terra. L'idea che sembra farsi sempre più credibile é che queste molteplici e diverse testimonianze appartengono ad una stessa realtà quella della rivoluzione siriana dove alla repressione del regime, che é pur vera nonostante la propaganda del presidente Bashar al Assad, sembra aggiungersi anche un'altra che qui a Damasco chiamano 'di matrice salafita', o 'saudita', in nome del loro sponsor.

''Di notte ormai non si riesce più a dormire sebbene le forze di sicurezza non lasciano mai il villaggio noi non ci sentiamo sicuri. Proprio stanotte abbiamo visto una banda armata girare per il villaggio e invocare la legge islamica cantando versi coranici'', racconta Sami mentre é raggiunto dalla moglie Safia. ''Ci sono stati degli scontri con i poliziotti siriani, alcuni di loro sono stati feriti, uno é stato ucciso mentre tra i poliziotti i feriti sono stati circa otto'', conclude Sami.

''Noi siamo rimasti qui senza far niente. Cosa potevamo fare d'altronde? Abbiamo paura. Paura del presente e del futuro, soprattutto noi che siamo cristiani'', ripete la moglie di Sami. Eppure la scorsa notte sono state circa cinquanta le vittime cadute sotto il fuoco della polizia siriana nella cittadina di Homs. Ma la gente qui sembra non essersi accorta di niente mentre molti di loro mormorano che le cifre date dai giornali e da alcuni testimoni sono esagerate.

''L'altra sera questa banda armata ha cercato di violentare mia figlia mentre era uscita a comprare del pane. Ringrazio Dio che mio fratello é passato in quel momento ed é riuscito a bloccarli'', racconta un vicino di Sami. Intanto lo scrittore libanese Elias Khury scrive su al Quds al Arabi: "Il regime siriano non é ancora caduto ma in effetti é caduto. Il dilemma del presidente siriano non é nelle riforme come si pensa. Quelle che vengono chiamate riforme politiche - tra cui la più importante é quella che riguarda l'abolizione della legge di emergenza  - non é la sostanza del problema a cui si trova a far fronte un regime che ha governato per quaranta anni. Il vero problema sta nella struttura di sicurezza dello Stato e nel fatto che la politica interna é morta e la politica adesso é diventata una decisione politica che non ha più nessun legame con la società".

La propaganda settaria da parte del regime sirano in questi giorni é sempre più forte. Questo fa si che molte persone davvero non sono a conoscenza di quello che sta succedendo nel Paese. La Siria aspetta il domani e con essa tutta il Medio Oriente dove un cambio di regime potrebbe portare davvero ad una ricomposizione dei poteri regionali a partire dall'Hezbollah libanese.

Parole chiave: assad, damasco, homs, dera'a
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Siria