19/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'appello alle autorità di Hamas della madre dell'attivista ucciso a Gaza

"So che a Gaza vige la pena di morte. I presunti esecutori dell'omicidio di Vittorio, se ritenuti colpevoli, verranno quasi sicuramente uccisi. Io sono contro la pena di morte, e anche Vittorio lo era. Considerava la vita come il valore supremo. Per questo, chi dovrà giudicare i suoi assassini sappia che Vittorio non avrebbe mai voluto che fossero condannati a morte". Questo chiede Egidia Beretta, madre dell'attivista italiano ucciso da estremisti islamici a Gaza, alle autorità di Hamas. "Che giustizia sia fatta, che i colpevoli paghino, ma nel rispetto della dignità della vita umana. Se la morte di Vittorio non porterà che frutti di pace e di speranza, quest'altra morte non genererebbe che odio e violenza. Se me ne compiacessi, come potrei, come potremmo continuare a ripetere il grido, l'appello, la supplica di Vittorio: Restiamo umani?". Le autorità di Hamas hanno arrestato il 16 aprile i due presunti esecutori dell'omicidio di Arrigoni. Altre quattro persone, delle quali sono state diffuse ieri le foto, sono ricercate. La legge islamica, la sharia, prevede la pena di morte per omicidio, stupro, apostasia, rapina a mano armata e traffico di stupefacenti.

Luca Galassi

 

Parole chiave: arrigoni, gaza, egidia beretta
Categoria: Diritti
Luogo: Italia