19/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un terzo attacco dopo quello sferrati ieri nelle provicne meridionali di Yala e Narathiwatieri. Non accenna a diminuire la violenza nel "Deep South"

Secondo quanto riferisce l'agenzia MCOT Online News, un gruppo di ribelli musulmani armati di lanciagranate M79 hanno attaccato, questa notte, una base militare nel distretto di Nong Chik, nella provincia meridionale di Pattani. Il bilancio è di cinque morti, due paramilitari e tre civili, questi ultimi probabilmente caduti vittime del fuoco incrociato esploso dopo che membri della polizia e alcuni soldati si sono lanciati all'inseguimento dei ribelli.

L'attacco di questa notte è il terzo in due giorni. Ieri infatti altri due esplosioni hanno scosso il sud del Paese. Un'autobomba montata su un veicolo è infatti esplosa a Yala al passaggio di un mezzo su cui viaggiavano ufficiali paramilitari, uccidendone uno e ferendo altre 25 persone, mentre un altro ordigno è esploso nella vicina provincia di Narathiwat, ferendo due agenti.

Tra gennaio 2004 e febbraio 2011 il sanguinoso bilancio del conflitto in atto nel "Deep South" della Thailandia, zona meridionale a maggioranza musulmana in un Paese in cui il 95 per cento degli abitanti è di fede buddista, è di almeno 4.635 morti. Il "Deep South", inizialmente unito al Sultanato di Patani, è passato nel 1902 sotto il controllo di Bangkok, in seguito alla spartizione di territori tra Regno Unito e Thailandia. Dal 2004 gruppi di ribelli musulmani lottano per l'indipendenza.

 

Parole chiave: Thailandia, ribelli, islam, violenze
Categoria: Diritti, Guerra, Pace, Popoli
Luogo: Thailandia