15/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Continua l'assedio delle truppe di Gheddafi intorno a Misurata: otto morti. Attaccato anche sobborgo di Adjabiyah. Portavoce dell'Oim:"Fondi insufficienti per evacuare tutti"

Le forze fedeli al colonnello Muammar Gheddafi continuano ad assediare Misurata, città occidentale roccaforte degli insorti. Secondo alcuni testimoni, 120 missili hanno colpito stamane la città libica, in particolare il quartiere di Qaser Ahmet, già ieri duramente attaccato dai lealisti. Un medico locale ha riferito che i morti accertati sono otto, almeno sette i feriti. Le truppe di Gheddafi hanno aperto il fuoco anche contro un sobborgo di Adjabiyah, uccidendo una persona e ferendone altre due. Lo affermano combattenti dell'opposizione all'agenzia Reuters, aggiungendo che gli uomini del rais "sono molto difficili da individuare: arrivano a piedi dal deserto".

Nonostante i continui bombardamenti su Misurata, ormai in pieno stato d'emergenza, la nave dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), giunta ieri in soccorso ai circa 8.300 migranti libici bloccati nella città, è riuscita a sbarcare le 400 tonnellate di aiuti umanitari. Jemini Pandya, portavoce dell'organizzazione, ha riferito oggi a Ginevra che "la nave è salpata all'alba con circa 1.200 persone a bordo, tutte disidratate, deboli e bisognose di cure mediche" e raggiungerà Bengasi, città orientale in mano all'opposizione.

La funzionaria Oim ha fatto sapere inoltre che la cifra necessaria per lo sgombero degli oltre ottomila migranti, stimata sui cinque milioni di dollari, è lungi dall'essere raggiunta. Proprio le Nazioni Unite hanno rinnovato oggi l'appello ai Paesi donatori per la raccolta fondi lanciata in supporto alle operazioni umanitari in Libia. Dei 310 milioni di dollari necessari infatti ne sono giunti solo 128.