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La famiglia di Salvador Allende fa sapere, tramite l'avvocato Pamela Pereira, di aver chiesto la riesumazione delle spoglie dell'allora presidente socialista, morto con un colpo d'arma da fuoco nel palazzo presidenziale La Moneda, a Santiago del Cile, nel settembre del 1973, mentre tentava di resistere sotto i bombardamenti dell'aviazione, durante il golpe militare che portò al potere Augusto Pinochet.
Secondo la versione ufficiale, rilasciata dai medici legali dell'ospedale militare in seguito all'autopsia e fatta propria dalle autorità cilene, Allende si suicidò con un colpo in bocca piuttosto che farsi arrestare. Da allora nessuna inchiesta è stata aperta sino al gennaio scorso, quando la Corte Suprema ha deciso di riaprire una serie di cause per violazione dei diritti umani durante la dittatura di Pinochet (1973-1980), responsabile nei 17 anni di potere di oltre tremila vittime tra morti e "desaparecidos".
"I resti dell'ex presidente Allende saranno esumati per eseguire una nuova autopsia e determinare le cause della sua morte. Siamo sicuri che il giudice Mario Carroza ordinerà l'esumazione", ha affermato l'avvocato di famiglia, confidando piena fiducia nel giudice Carroza, che tra l'altro ha avuto un incontro con la senatrice Maria Isabel Allende Bussi, una delle tre figlie dell'ex presidente di "Unidad Popular", la quale ha definito "indispensabile" la riesumazione.
Parole chiave: Cile, golpe, Augusto Pinochet, Salvador Allende, dittatura