14/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La capitale libica bombardata dalle forze di coalizione. L'offensiva di Gheddafi a Misurata uccide 23 civili. Intanto il mondo si divide sulla strategia militare dell'Alleanza

Secondo quanto riferito dai corrispondenti dell'AFP, la capitale libica è al momento sotto attacco delle forze alleate. Secondo alcuni testimoni ci sono state forti esplosioni nei pressi della residenza del colonnello Muammar Gheddafi, nel quartiere di Bab Al-Aziziya, non molto distante dall'Hotel dove risiede gran parte dei giornalisti stranieri. Un'esplosione si è verificata intorno alle 15.00 ora italiana, seguita dalle raffiche della contraerea.

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, in riunione a Berlino con i ministri degli Esteri dell'Alleanza, ha dichiarato:"E' nostro dovere proteggere i civili libici. Non staremo fermi a guardare un regime screditato che attacca brutalmente la propria gente", rispondendo così all'appello disperato rivolto alla Nato da parte degli insorti libici, dopo la violenta offensiva dispiegata da Gheddafi contro Misurata stamani che, con il lancio di 80 missili Grad sulla zona portuale, ha ucciso 23 civili e ha impedito ad una nave del Qatar di attraccare.

Intanto il mondo si divide sulla strategia da seguire per risolvere la crisi libica. I cinque paesi del cosiddetto gruppo Brics, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, si erano dichiarati ieri contrari all'"uso della forza", aggiungendo di essere "seriamente preoccupati" per i recenti avvenimenti in Medio Oriente e nord Africa. Russia e Cina si sono astenute nel voto del Consiglio di sicurezza Onu che ha autorizzato l'intervento militare contro le forze lealiste e hanno affermato di "condividere il principio secondo cui l'uso della forza deve essere evitato".

Nel frattempo Hilary Clinton ha ribadito l'impegno degli Usa sino alla completa uscita di scena del colonnello libico, che si sta progressivamente isolando a causa dei bombardamenti, mentre il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha espresso oggi "grave preoccupazione per l'escalation della violenza e per le violazioni dei diritti umani" ed ha rinnovato la richiesta di un immediato cessate il fuoco.

 

Parole chiave: Libia, Muammar Gheddafi, insorti, guerra
Categoria: Diritti, Guerra, Pace, Politica, Popoli
Luogo: Libia