14/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il sindaco di Madrid chiede di scacciarli con la forza, ma il fenomeno è sempre più vistoso

 

scritto per noi da
Michaela De Marco



Il sindaco di Madrid, Alberto Ruiz-Gallardón, candidato dal Partito Popolare (PP) per un nuovo mandato, ha chiesto al suo partito di inserire nel programma una proposta di legge che conceda all'Ayuntamiento (municipalità) il potere per sgomberare i senzatetto dalle strade, in nome della "sicurezza e del decoro pubblico'', sempre e quando ci siano le risorse assistenziali "sufficienti e gratuite".

Il sindaco ha voluto sottolineare che questo tipo di proposta non è funzionale alla campagna elettorale per le municipali, quanto alla necessità di avviare una riflessione profonda sull'argomento in vista delle elezioni politiche del 2012.
Il suo intervento è conseguente all'allarme lanciato dal presidente dell'Asociación de Comerciantes de Gran Vía, Florencio Delgado, che ha parlato di situazione "disastrosa", non riferendosi alla politica ma alle vittime di quest'ultima. Il sindaco, cavalcando i malumori, ha inoltre assicurato che Madrid dispone già di servizi a riguardo e che i senzatetto dormono per strada "per volontà non per necessità".

Le affermazioni del sindaco hanno sollevato un vespaio di polemiche in Spagna. Ángel Pérez, del partito Sinistra Unita (IU), ha subito risposto alla provocazione mossa dal candidato del PP, sostenendo che la questione dei mendicanti è "sociale", non "estetica", e che piuttosto che lottare per "toglierli dalle strade", bisogna investire per reinserirli socialmente attraverso "politiche di occupazione e formazione" e attraverso l'applicazione dei diritti fondamentali nei confronti delle persone che detengono il diritto di cittadinanza, ossia "tutti quelli che vivono in città".

Quattordici associazioni spagnole che si occupano di offrire aiuto ai senzatetto hanno denunciato congiuntamente la posizione espressa dal sindaco, che associa ai senzatetto concetti quali "delinquenza, sporcizia, violenza", ricordandogli che queste persone, abbandonate al loro destino, sono vittime della violenza e non viceversa e che non hanno scelto la loro condizione, al contrario, la subiscono. Ricordano inoltre che proibire a queste persone di vivere per strada va contro i diritti dei cittadini.

il 14 aprile Gallardòn ha risposto alle critiche sostenendo che la sua posizione non si può definire né "populista", né di ordine "estetico", e che non ha intenzione di "cacciare" i senzatetto, piuttosto restituirgli "dignità", dando alla polizia il potere di mandare senzatetto, mendicanti, prostitute e tossicomani a dormire in albergo, anche "usando la forza" se questi dovessero manifestare opposizione. Sottolinea: è una questione di "solidarietà".

In realtà molti spagnoli, compresi i politici, ancora non conoscono quella che è la vera realtà delle persone che abitano sui marciapiedi cittadini dei centri urbani spagnoli e che la notte, dopo aver affrontato una battaglia per aggiudicarsi il cassonetto da svaligiare (si stima che sia l'11 percento dei senzatetto), vanno a dormire in aeroporto, nelle banche, nelle stazioni e nelle strade, dove son spesso vittime di furti, violenze fisiche e sessuali.

Nel 2005, la Croce Rossa stimava che gli abitanti dei marciapiedi erano saliti a quota 30mila, e sostiene che oggi, in piena crisi economica, il numero sia decisamente aumentato. Secondo i dati diffusi dall'Instituto Nacional de Estadística, pare che l'87 percento dei senzatetto siano uomini, l'età media è 38 anni, e in media percepiscono 320 euro al mese. Il dato più sconvolgente è che quasi la metà siano spagnoli (parte degli immigrati stanno, infatti, abbandonando il Paese) e che il 30 percento di loro, nonostante la drammaticità della loro condizione, non abbiano mai toccato né alcol né droga. Quasi la metà di questi uomini hanno figli, ma solo nel 10 percento dei casi vivono con loro. Inoltre il 37 percento dei senzatetto vive in questa situazione da più di tre anni.

Uno studio della Croce Rossa ha inoltre rivelato che più della metà dei senza tetto deve alla disoccupazione la sua condizione, e che quasi il 20 percento si ritrova per strada dopo una rottura sentimentale.
In spagna si contano 615 centri (di cui l'80 percento sono di proprietà privata) che nel 2008 offrivano 13.650 posti letto, il 4,7 percento in più che nel 2006. Negli ultimi anni le spese necessarie per il mantenimento di questi centri è aumentato di quasi il 20 percento.

A causa della crisi, l'aumento dell'utenza ha costretto le principali città ad ampliare i servizi sociali. A Barcellona, per esempio, nel settembre del 2009 sono stati inaugurati sette nuovi comedores (ristoranti) e nel corso di quest'anno, con l'aumento del 10 percento dell'utenza causa della crisi, il servizio è stato ulteriormente ampliato, con cento nuovi posti, servizio anche nel fine settimana e servizio di pasti a domicilio (quasi 4 mila). Il servizio Comidas en compañía (pasti in compagnia), attivato all'interno del Programma di Azione Sociale contro la Povertà, è finalizzato non solo alla distribuzione di pasti nutrienti a costi bassi (dai 50 centesimi ai 3 euro, a seconda delle possibilità economiche dell'utente), quanto alla costruzione di vincoli di amicizia tra gli utenti, tenendo conto che un'altro dei problemi principali dei senzatetto è la solitudine.