14/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il re marocchino concede l'indulto a numerosi presi di coscienza. Ridotta la pena per altri 42. Il tribunale di Casablanca rilascia tre indipendentisti saharawi

Il re del Marocco, Mohamed VI, ha scarcerato oggi 148 persone arrestte per aver commesso retai di coscienza, in maggioranza islamici, nel Rif, zona montuosa del nord del Paese. Condanna ridotta per altri 42 detenuti, cui è stato concesso l'indulto in seguito alle numerose pressioni esercitate dal Consiglio nazionale per i diritti umani, organo ad hoc creato per offrire assistenza al governo marocchino, che si è sollevato con veemenza in appoggio alle manifestazioni pro-democrazia che hanno scosso il Marocco negli ultimi mesi.

La maggioranza dei detenuti riceventi l'indulto erano stati condannati nell'ambito dell'inchiesta contro la cosiddetta cellula di Belliraj, anche se diverse organizzazioni internazionali avevano denunciato la mancanza di prove e l'incapacità per gli accusati di poter ricorrere ad un'adeguata difesa. Tra di essi figura Chakib Al Khayari, acceso difensore dei diritti umani, che aveva denunciato la convivenza nel Rif tra narcotrafficanti e autorità locali, condannato nel 2009 e in attesa di essere processato per presunti legami con i servizi segreti spagnoli CNI.

Buone notizie giungono anche da Casablanca, dove il tribunale di prima istanza ha deciso per la libertà dei tre indipendentisti saharawi, dei quali il più conosciuto è Ali Salem Tamek, accusati di attentato alla sicurezza dello Stato. L'Alto commissario delle Nazioni Unite ha intanto fatto sapere che la missione Onu in Sahara (MINURSO) sta cercando di ottenere la competenza sul versante diritti umani, ma sembra scontrarsi con la decisa opposizione della Francia.

 

Parole chiave: Marocco, prigionieri, manifestazioni
Categoria: Diritti, Guerra, Pace, Politica, Popoli
Luogo: Marocco