13/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



In campo un meccanismo di finanziamento temporaneo per il Cnt di Bengasi, che possa supplire alle esigenze immediate dei libici e a quelle a lungo termine. Aumentano le pressioni su Gheddafi affinché lasci il potere

"Il raìs deve lasciare il potere, consentendo al popolo libico di determinare il proprio futuro". Si conclude con queste parole - contenute nel comunicato finale - la riunione del Gruppo di contatto sulla Libia che si è tenuta oggi a Doha, capitale del Qatar. Nel corso dell'incontro, che ha visto la partecipazione di oltre venti soggetti tra Stati ed enti internazionali, è stato deciso di stanziare dei fondi per i ribelli libici. "Un meccanismo di finanziamento temporaneo - si legge nel documento conclusivo - potrebbe fornire al Cnt e alla comunità internazionale un modo di gestire le risorse per le necessità finanziarie a breve termine e i bisogni strutturali della Libia". La prossima riunione del Gruppo di contatto avrà luogo a Roma nella prima settimana di maggio, secondo quanto riferito dal portavoce della Farnesina, Maurizio Massari.

Sui finanziamenti ai ribelli di Bengasi ha insistito in particolare il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, per il quale dovrebbe essere studiato un meccanismo finanziario che consenta al Cnt libico di utilizzare i "beni congelati" del regime e i "proventi del petrolio", sia per "ragioni umanitarie" che per le "necessità quotidiane" (come il pagamento degli stipendi). Sulle condizioni e i bisogni della popolazione si è espresso anche il premier del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, che ha sottolineato l'urgenza di aprire corridoi umanitari in Libia per aiutare i civili e portare in salvo i feriti.

Numerosi gli interventi anche a proposito del versante più propriamente "militare".  Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha difeso l'operato delle forze dell'Alleanza, negando che ci siano delle lentezze nelle operazioni. La stessa Nato è stata sollecitata dal ministro degli Esteri francesce, Alain Juppè, affinché aumenti le pressioni su Gheddafi e incrementi il coordinamento con i ribelli. Secondo Frattini, per accelerare la caduta del Colonnello è necessario incoraggiare ulteriori defezioni da parte dei membri della sua cerchia, come è accaduto nei giorni scorsi con il ministro libico degli Esteri Moussa Koussa.