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Si prospettano tempi duri e nuove battaglie (meno male sono a colpi di carte bollate) per le popolazioni native d'America che risiedono in Oklahoma.
Tre città, Oklahoma City, Edmond e Forth Worth, vorrebbero utilizzare l'acqua del Lago Sardis, la cui proprietà viene rivendicata dalle tribù dei Choctaw e Chiaksaw, stazionarie in quella regione da oltre 170 anni. Un problema grande e non facile da risolvere. Tutti saranno coinvolti in questa faccenda. Dalle tribù al governo federale a quello statale e anche, non certo ultime per ordine di importanza, quelle locali. E proprio da un'amministrazione locale, il comune di Edmond, è arrivata la prima spallata. Secondo quanto si è letto nei giornali dei giorni scorsi, il comune della città avrebbe intenzione di emettere obbligazioni per un controvalore di cento milioni di dollari che andrebbero a finanziare un acquedotto che porterebbe il prezioso "oro blu" direttamente in città.
Insomma, tutto è pronto affinché la battaglia legale abbia inizio. E la previsione è che si combatterà a colpi di sentenze già emesse e cavilli burocratici. Come il fatto che le amministrazioni locali sostengano che i nativi non vivano in 'riserve' (cosa che consentirebbe di controllare la gestione dei corsi d'acqua) ma che siano residenti in appezzamenti di terreno suddivisi appositamente per le loro famiglie agli inizio del Novecento.
"Ci comportiamo oggi come si sono comportati i conquistadores nel 1492 quando per la prima volta hanno incontrato le popolazioni originarie del nuovo continente. Abbiamo paura del diverso e non riusciamo a capire che dall'altro possiamo imparare qualcosa", dice al telefono con PeaceReporter Enzo Braschi, noto esperto di nativi americani, autore di numerosi libri sull'argomento e conosciuto dal grande pubblico televisivo come attore comico nelle trasmissioni di punta degli Ottanta e Novanta.
"In questo caso credo che le tribù abbiano tutte le ragioni del mondo. Molto spesso poi ci sono Trattati fra lo stato centrale e le varie Nazioni di Nativi che nel corso del tempo non sono stati ratificati e per questo si sono create sempre delle frizioni" dice Braschi. "In ogni caso - continua l'ex Paninaro - il problema è sempre lo stesso: quando al Governo fa comodo gli indiani sono degli "str...". Invece quando li ritengono utili gli danno ciò gli serve. Soprattutto non danno mai agli indiani quello che è previsto negli oltre 370 accordi che hanno firmato con il governo. A questo punto possiamo dire che gli indiani sono uno dei popoli più poveri del mondo che vive all'interno del paese più ricco del mondo".
La questione va avanti da sempre ormai. Da quando l'uomo bianco decise di impossessarsi con la forza delle terre dei pellerossa che vivevano in quel territorio che oggi si chiama Stati Uniti d'America. I portavoce dei nativi delle due tribù interessate hanno già espresso la loro posizione rivendicando con forza la proprietà del lago Sardis, unica fonte di acqua per loro.
Di sicuro la vicenda andrà avanti per molto tempo ancora e attraverserà molte aule di tribunale. E sono già in molti a pensare che ciò che oggi sta succedendo a queste due tribù dell'Oklahoma possa accadere anche a altre tribù presenti nell'Utah, New Messico e Nevada. "Ritengo che il Sig. Obama debba stare più attento a ciò che succede all'interno di casa sua" conclude Braschi.
Alessandro Grandi