06/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Selvino Heck, consigliere di Lula, racconta Fome Zero. Un impegno complesso ed enorme
scritto per noi da
Pietro Orsatti
 
 
Selvino Heck, consigliere della Presidenza Lula
Abbiamo incontrato Selvino Heck nel suo ufficio a Planalto, il palazzo presidenziale a Brasilia, nei giorni immediatamente successivi alla conclusione della marcia per la riforma agraria dell'Movimento Sem Terra (Mst). Da dicembre Heck ha preso il posto di Frei Betto nel coordinamento dell'ufficio della Mobilizzazione Sociale del Programma Fome Zero, dopo essere stato per più di due anni coordinatore del programma di educazione popolare del Talher, strumento del Programma per il radicamento di politiche e comportamenti efficaci per la sicurezza alimentare e l'educazione alla cittadinanza in Brasile.
Nell'incontro fra il presidente Lula e lo Mst del 17 maggio Heck ha partecipato come componente della delegazione del governo. "Per la prima volta mi sono trovato dall'altra parte del tavolo delle trattative - racconta - Negli anni ottanta, nello stato di Rio Grande do Sul, insieme a Joao Pedro Stedile, attuale presidente dell'Mst, lavoravamo fianco a fianco all'interno degli stessi movimenti sociali. Io lavoravo nella Pastorale Operaia, Stedile nella Pastorale della Terra. Da quell'esperienza è nato anche l'Mst e il PT, il partito dei lavoratori. Tutta la mia storia, anche quando ero frate francescano, è stata all'interno dei movimenti sociali e del partito, del quale sono stato anche presidente nel mio Stato. E' stato davvero strano essere parte della delegazione del governo".
 
Dall'incontro comunque è emerso un discreto successo per l'Mst.
 
Certamente. In prima battuta sembrava impossibile trovare un punto d’incontro accettabile da entrambe le parti. Le trattative condotte durante la marcia non avevano prodotto alcun accordo. Poi al termine della riunione il Presidente ha preso in mano la situazione e ha avviato un lavoro che, durante la notte, ha condotto all'impegno da parte del governo di sottoscrivere i sette punti che compongono il documento finale, con uno sforzo economico e politico importante per il Governo per l'attuazione della riforma agraria e per il sostegno alle politiche di sviluppo agricolo indicate dal movimento.
 
Bandiera del Brasile in una foto del Movimento Sem TerraE' sembrato che Lula abbia ritrovato in questa occasione un dialogo con i movimenti sociali. Dialogo che, durante questi anni di governo, sembrava essersi sfilacciato.
 
E' così. In questi anni di governo i movimenti hanno in qualche modo vissuto un'aspettativa molto forte che a volte è stata disattesa, soprattutto per quanto riguarda le politiche economiche del paese, illudendosi che l'arrivo di Lula alla Presidenza garantisse automaticamente il successo delle riforme. Ma il Presidente guida un governo di coalizione che deve per forza rappresentare posizioni e richieste molto diverse fra loro: un governo che deve affrontare un numero incredibile di problemi e necessità e che ha dovuto fare i conti con una crisi economica e sociale enorme ereditata dalle precedenti gestioni. Abbiamo bisogno, Lula ha bisogno, che i movimenti continuino a presentare proposte, a tenere sotto pressione il mondo politico, a mobilitarsi per garantire che le riforme sociali, le politiche di inclusione, di lotta alla fame, alle disuguaglianze, alla povertà diventino centrali nell'agenda del Governo. Lula ha un debito con i movimenti sociali: la sua Presidenza è frutto di una grande mobilitazione, e non solo del PT, ma anche del sindacato, delle pastorali, dei movimenti indigeni, dei diritti umani, dei movimenti rurali come l'Mst.
 
Eppure in questi tre anni molte volte è sembrato che i movimenti e il PT, il partito di Lula, si allontanassero cessando la collaborazione nata nel corso della campagna elettorale di tre anni fa. Un allontanamento che ha condotto alla sconfitta elettorale del partito nel 2004 in grandi città storicamente in mano alla sinistra come Sao Paulo, Porto Alegre e Goiania.
 
La crisi del PT è un'altra cosa. Il partito sta attraversando un momento molto difficile di transizione. Il congresso di fine anno, che aprirà di fatto la campagna elettorale per la rielezione di Lula, sarà un momento decisivo. La stessa elezione del suo ex-presidente alla guida del governo federale ha messo in crisi la struttura stessa del partito, che deve cercare ora una via nuova per ritrovare la spinta a vincere e un programma credibile per guidare la sinistra brasiliana, senza cadere in tentazione riformiste, ma ritrovando la sua vera natura di riferimento per la classe lavoratrice. Io faccio parte di una piccola area informale della sinistra del PT che sta elaborando alcune proposte all'interno della discussione congressuale. E' necessario ritrovare un'idea forte, un'utopia, un sogno per un Brasile diverso che guidi l'azione del partito. Le sconfitte a Sao Paulo e a Porto Alegre, purtroppo, non hanno creato ancora un'onda di trasformazione, un dibattito credibile per il cambiamento della politica nazionale del PT. Confidiamo però che l'esperienza di questi anni abbia delle ricadute nel congresso. Per quanto riguarda il Presidente, invece, il suo consenso sembra essere aumentato: continua ad essere un riferimento delle speranze di molti classi sociali del nostro paese. Non è in discussione il suo ruolo e il suo carisma, casomai è in discussione l'aspetto economico del suo governo, che ripeto è un governo di coalizione non maggioritario nel parlamento e con un'eredità molto pesante dei governi che lo hanno preceduto.
 
Nonna e nipote durante la marcia del Movimento Sem TerraAndiamo a parlare del Programma Fome Zero. E' stato fatto molto in questi anni, attraverso la  Borsa Famiglia (contributo economico per combattere la denutrizione cronica), attraverso la comunicazione e l'educazione. E' abbastanza?
 
No. Assolutamente no. Sono state raggiunte poco più di 10 milioni di famiglie attraverso l'erogazione della Borsa famiglia. Un aiuto economico importante, un grande trasferimento di reddito, il più grande mai affrontato in Brasile, ma non è abbastanza. In una paese come il Brasile, con più di 180 milioni di abitanti dei quali circa 58 milioni sotto la soglia di denutrizione cronica e un livello di diseguaglianza sociale senza eguali nel mondo, è solo una goccia, un contributo certamente importante ma che non cambia nulla. Così, a questo punto, l'intervento di Borsa Famiglia è solo un intervento assistenzialista che non muta l'assetto sociale del paese. Inoltre le dimensioni di questo intervento presentano enormi problemi logistici e organizzativi. Il Programma Fome Zero non nasce come programma assistenzialista ma come programma di inclusione sociale. Questo significa che senza riforme strutturali del nostro sistema economico, sanitario, sociale, produttivo e educativo il progetto va a decadere. Le riforme strutturali, come la riforma agraria e il rafforzamento dell'agricoltura familiare, sono indispensabili affinché Fome Zero abbia davvero successo.
 
Lula incontra l'Mst dopo la lunga marcia da Goiania a BrasiliaL'80 per cento dei prodotti alimentari consumati dai brasiliani proviene dall'agricoltura familiare, mentre l'agro-business è destinato praticamente solo al mercato estero.
 
Esattamente. Non si può pensare di incentivare soltanto il comparto industriale, è necessario arrivare a incentivare e aiutare i piccoli agricoltori. Attraverso questo processo si può davvero mutare la tendenza al progressivo aumento dell'esclusione sociale. Anche per questo è stato molto importante l'accordo raggiunto con l'MST. Fome Zero è un programma complesso e enorme. Per fare un esempio, uno dei punti cardini del programma è stato fin dall'inizio quello educativo. L'accesso all'educazione, agli strumenti per il raggiungimento di una piena cittadinanza sono alla base di Fome Zero. Si tratta di politiche enormi, di una sfida epocale per la trasformazione del paese. Ed è per questo che sarà necessario che vi sia continuità politica, attraverso la rielezione di Lula. Non è pensabile che si muti davvero una condizione così grande e drammatica in tre anni. Dobbiamo andare oltre alle scadenze elettorali, che tolgono attenzione e indeboliscono il lavoro capillare che stiamo attuando.
Categoria: Politica
Luogo: Brasile
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