11/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di bambini a rischio negli scontri libici. L'Unicef si unisce alle richieste del Segretario Generale dell'Onu per un immediato cessate-il-fuoco

L'appello giunge direttamente dal Direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e Nord Africa, Shahida Azfar, che denuncia la drammatica situazione a Misurata, città della Libia occidentale in mano agli insorti anti-Gheddafi, ma ormai bersaglio della controffensiva delle forze lealiste. "Sempre più bambini in questa città vengono uccisi, feriti e, a causa di questi combattimenti, vengono negati i loro bisogni essenziali", afferma il funzionario Unicef, aggiungendo che devono essere intrapresi "sforzi straordinari per proteggerli e per porre fine all'assedio".

Il deciso aumento dei decessi infantili negli ultimi 20 giorni ha spinto l'Unicef ad unirsi alle richieste già avanzate dall'Onu a tutte le parti per un immediato cessate-il-fuoco. Mentre i combattimenti nella città libica giungono alla settima settimana, infatti, l'organizzazione internazionale riferisce che "a Misurata sono stati uccisi anche bambini di 9 mesi, almeno 20 bambini sono morti e molti di più sono rimasti feriti a causa di schegge di mortai e ferite da proiettili".

La scorsa settimana molte agenzie dell'Onu e diverse Ong presenti a Bengasi si sono attivate per distribuire kit sanitari e igienici all'ospedale di Misurata, che serviranno a coprire i bisogni urgenti di circa trenta mila persone per un mese, mentre l'Unicef ha predisposto kit ricreativi per i bambini confinati in casa da giorni. Azfar ha comunque precisato che si tratta di "un salvavita temporaneo per coloro che sono intrappolati nei combattimenti" e auspica un immediato cessate-il-fuoco che permetta il regolare e sicuro accesso delle agenzie umanitarie".

 

 

Parole chiave: Libia, guerra, bambini, Unicef, Onu
Categoria: Bambini, Guerra, Pace, Politica, Popoli, Armi
Luogo: Libia