01/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La protesta dei fornai ha gettato nel panico gli abitanti della capitale afgana
Panettiere a KabulIn Afghanistan il pane, il nan, non è un alimento di accompagnamento, è la base di ogni pasto. Anche in senso letterale, dato che spesso funziona anche come piatto sul quale si servono il riso, i fagioli e, quando c’è, la carne, mangiando tutto insieme. Ma questa non è la norma. Per la maggior parte degli afgani, infatti, il pane è l’unico alimento della loro dieta. Le famiglie più povere, come dire la maggioranza della popolazione, mangiano solo pane: nan e chai, il tè: questo c’è sulle loro tavole, pardon, sulle stuoie che vengono stese sul pavimento quando si mangia seduti per terra sui cuscini.
 
Come in qualsiasi altro paese, anche in Afghanistan ci sono tanti tipi diversi di pane a seconda della regione. Quello più comune è però quello di Kabul: piatto, una sorta di base da pizza oblunga, di circa mezzo metro di lunghezza. Il sapore è molto simile a quello della nostra pizza. Appena sfornato è morbido e croccante. Quando si raffredda diventa più duro e gommoso. Per questo i bambini che vengono mandati dal fornaio vanno sempre di corsa, per arrivare a casa con il pane ancora caldo.
 
Il nan viene fatto a mano nelle centinaia di forni artigianali sparsi per la città: piccole botteghe d'altri tempi formate da un piano rialzato su cui i panettieri impastano i pani dando loro la forma, lanciandoli in aria e facendoli roteare, proprio come i nostri piazzaioli. Spesso capita che nell'impasto rimangano imprigionate anche le mosche che svolazzano nella bottega, come ovunque in Afghanistan, sopratutto nella stagione calda. I pani vengono poi messi a cuocere nei forni a legna sotto il piano rialzato della bottega, e poi appesi fuori dal negozio e venduti, per legge, a venti afgani (circa 30 centesimi di euro) al pezzo. E per legge, ogni pezzo di pane dovrebbe pesare 200 grammi. Questo stabiliva fino ad oggi il calmiere deciso dal governo.
 
Peccato però che, per far fronte all’aumento del prezzo della farina, che viene acquistata all’estero in valuta americana, i fornai di Kabul abbiano gradualmente diminuito il peso di ogni pane, che oggi è in media di 150 grammi. La gente ha protestato, ma il governo ha risposto di non avere soldi e personale per organizzare un sistema di controllo su tutte le panetterie della città per verificare il peso dei pani venduti. Quindi le autorità hanno deciso di tagliare la testa al toro e di cambiare sistema: stabilire il prezzo non al pane ma a peso, nella misura di 15 afgani al chilo.
 
A questo punto i panettieri sono insorti e hanno deciso di scioperare. Una mattina di fine giugno, tutti i forni di Kabul sono rimasti chiusi, gettando la città nel panico. Mohammed Karim, del quartiere di Qali Zamaan Khan, era furioso. “Nella mia famiglia si mangia solo pane e tè dolce: cosa do da mangiare ai miei figli se non c’è più pane?”. Khadija, giovane insegnante di scuola media, il giorno dello sciopero non è andata al lavoro; è rimasta a casa a cuocere il pane per la famiglia. E come lei molte altre donne di Kabul. Ma c’è anche chi, quel giorno, era raggiante: i venditori di gallette, che hanno fatto affari d’oro, con la coda di clienti fuori dai loro negozi.
 
“Il governo non può costringerci a vendere il pane a questo prezzo – aveva dichiarato Haji Nejatullah, presidente dell’associazione dei fornai di Kabul, all’agenzia Iwpr – perché adesso a noi costa molto di più produrlo a causa dell’aumento del prezzo della farina. Se non ci ascoltano sciopereremo ancora, lasciando la città senza pane”. Il governo si è mostrato irremovibile, anche se poi, davanti alla minaccia di nuovi scioperi e di fronte all’eventualità che milioni di persone rimanessero ancora senza pane, cioè senza cibo, le autorità sono scese a un piccolo compromesso: il nuovo calmieramento sarà introdotto comunque, ma a 16 invece che a 15 afgani al chilo. L’associazione dei panettieri ha accettato, stabilendo una tregua nella guerra del pane.
 
Enrico Piovesana
 
Categoria: Popoli
Luogo: Afghanistan
Articoli correlati: Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: