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La Nato ha deciso di applicare il regolamento alla lettera: niente armi per Misurata, si rispetta l'embargo imposto alla Libia dalle Nazioni Unite. Stavolta tocca alla Turchia intercettare e imporre l'alt ai ribelli in viaggio da Bengasi a Misurata, con aiuti umanitari ma soprattutto molte casse di armi a bordo, da consegnare agli insorti, per aiutarli a resistere allo strapotere militare del Rais. Le notizie parlano di almeno quattro navi intercettate nel corso della notte, a cui è stato impedito di proseguire il viaggio verso il porto di Misurata, mentre altre navi non sono neppure salpate. Era proprio di ieri la notizia di un'apertura del ministro degli Esteri Franco Frattini alla possibilità 'estrema' di armare i ribelli, ipotesi sempre più discussa tra i paesi occidentali.
Il rimorchiatore Jeliana, ventitré membri di equipaggio, è stato intercettato oggi all'alba. Sui suoi ventisei metri di lunghezza erano stipati medicinali, aiuti umanitari e generi di prima necessità: alimenti, acqua potabile, pannolini, sedie a rotelle ma soprattutto decine di casse di armi di ogni genere, dalle granate ai razzi anticarro, dai mortai all'esplosivo, fino ad una mitragliatrice antiaerea da quindici metri. E poi, sottocoperta, fucili kalashnikov, mitra, pistole, tutto ciò che serve ai ribelli per combattere ad armi pari la forza militare di Gheddafi.
Nonostante la decisione di bloccare gli aiuti libici verso Misurata, il brigadiere generale olandese Mark van Uhm, del quartier generale delle forze alleate in Europa, ha dichiarato poco fa che la 'città martire' costituisce la priorità della Nato nel paese. Qui gli uomini di Gheddafi usano 'persone come scudi umani', mentre all'interno si nascondono dei carro armati del regime. La città è sotto assedio da ormai quaranta giorni, nonostante gli sforzi della Nato. In questo clima lo stop al riarmo pesa ancor più sugli abitanti di Misurata. Infine, diverse testimonianze parlano di rifornimenti verso Gheddafi, le cui forze sono state oggi più aggressive. I ribelli sono invece arretrati di circa trenta chilometri da Brega verso Ajdabiya.