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La signora Bosiljka, convocata in tribunale per rispondere alle accuse di possesso di armi, ha annunciato di dubitare fortemente che sua marito sia ancora in vita, anche perché, se così fosse, 'avrebbe trovato il modo per mettersi in contatto con la famiglia'. La donna ha spiegato che la fragile salute del marito lo aveva già costretto in passato a sottoporsi ad intensi periodi di cure, essendo stato colpito tra l'altro da svariati attacchi cerebrali.
Ratko Mladic, con l'ex capo politico dei serbi di Croazia Goran Hadzic, è uno degli ultimi criminali di guerra serbi, ricercati dalla giustizia internazionale. Egli è stato infatti condannato dal Tribunale Internazionale dell'Aja per il genocidio di Srebrenica, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995. Mladic è inoltre accusato per l'assedio di Sarajevo durante la guerra di Bosnia (1992-1995).
La signora Bosiljka, arrestata lo scorso giugno per possesso illecito di armi, è ora al centro della scena, sostenuta da amici di famiglia ed esponenti ultranazionalisti del Partito radicale serbo (Srs), i quali erano oggi presenti in aula con cartelli di protesta contro ciò che considerano "un'ingiusta persecuzione dell'ex generale". Su uno vi era scritto "stop alla tirannia su Ratko Mladic".