03/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il declino della televisione americana
Scritto per noi da 
Matteo Colombi

VignettaNel panorama non esaltante dei mass media americani, i piccoli spazi di giornalismo d’inchiesta di giornalismo critico, ed accurato vanno sempre più restringendosi.
Già sotto Clinton, varie agenzie governative hanno incominciato a produrre pseudo-news, confezionate per passare inosservate e poi rivendute alle stazioni commerciali locali. Propaganda governativa, propaganda aziendale e di lobby viene passata come reportage.
 
Disinformazione a pieno ritmo. Sotto George Bush le tecniche dell’Amministrazione Clinton sono state fatte andare a pieno ritmo, con un aumento in termini di soldi a quantità di ‘notizie e reportage’ preconfezionati, e addiritura si spendono soldi pubblici per comprarsi i servizi di alcuni opinion makers (vedi nota 1).
Il governo ed i potenti di turno sono poi assistiti da molti giornalisti ed editori anche quando questi ultimi scrivono i propri pezzi. Il numero ristretto di fonti originarie, la riduzione dei budget delle testate e la moltiplicazione dei possibili canali di diffusione rende il sistema di informazioni sempre più aperto a materiali preconfezionati, e quindi a condizionamenti indebiti e strategie di disinformazione.
Scott McLellan, portavoce di Bush, ha apertamente dichiarato che la stampa non fa parte del sistema di pesi e contrappesi istituzionali della democrazia, ma è piuttosto un’altra lobby, un altro gruppo di interesse tra i molti tutti ugualmente legittimi.
 
La tv pubblica. In questo contesto già desolante, in una TV pubblica già comunque orientata verso le classi medio-alte per contenuti, i Repubblicani hanno lanciato un attacco serrato mediante il nuovo chairman della Public Broadcasting Corporation per riorientare la Tv pubblica a destra (TV pubblica che è in realtà una rete di tv locali che ricevono fondi pubblici e donazioni da parte di fondazioni e individui - vedi nota 2).
L’attacco sferrato da Kenneth Tomlison va in varie direzioni, ma non ha molta strada da compiere. Perlopiù le Tv pubbliche mostrano un insieme di show culinari, di viaggi e svago, musica classica e concerti, show per i bambini senza pubblicità, teleuniversità e informazioni locali.
 
Bill MoyersTroppo liberal, licenziato. In questa selva apolitica, un programma indigesto alla destra è stato il programma giornalistico condotto da Bill Moyers ‘Now with Bill Moyers’. Percepito come troppo liberal, questo importante decano del giornalismo di inchiesta è stato licenziato sei mesi fa. Adesso al suo posto, invece di inchieste possiamo visionare ‘reportage’ dall’Iraq scritti su misura per l’Amministrazione Bush.
 
Le mani sulla Tv pubblica. Gli editorialisti del Wall Street Journal, capitalisti ed imperialisti dichiarati, veri nitscheani, hanno ottenuto in regalo mezz’ora alla settimana in cui minacciare guerre, suggerire distruzioni, e sfruttamenti. Se nel 2002 un film su Emergency in Afghanistan è stato messo in onda sulla Pbs, sfuggito ai censori, presentato sotto la rubrica Pov (Point of View: Punto di Vista), adesso, nel 2005, al mercoledi’ sera ci mostrano un filmato che passa per documentario, dedicato alle ‘coraggiose ed onorevoli forze armate’. Una specie di film solipsistico girato in tre giorni in Iraq, in cui i bambini sono sempre amichevoli, il bazaar della Base ‘Camp Liberty’ a Baghdad è mostrato come esempio della libera impresa ed imprenditorialità latente degli Iracheni, ed un giovane uomo Americano vestito da fante ci informa di future decisioni del governo iracheno, senza che sia mai identificato.
 
Un'immagine da FoxnewsLa verità o la spartizione delle bugie. Come ha detto Moyers a Amy Goodman, su Pacifica Radio: “...uno dei motivi per cui sono nei guai è che i miei colleghi ed io a “Now” non abbiamo giocato secondo le regole del giornalismo della Beltway (Washington, D.C., ndr). Tali regole suddividono il mondo in democratici e repubblicani, liberal e conservatori, e permettono ai giornalisti di far finta d’aver fatto il proprio mestiere se, invece di raccontare i fatti che si nascondono sotto le notizie, danno un opportunità di manipolare l’informazione a ciascuna delle due parti.”
 
Categoria: Costume, Media
Luogo: Stati Uniti