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L'Italia fornirà aiuti di natura medica ai feriti negli scontri tra le truppe del Rais e i ribelli. Nel suo annuncio, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha parlato della possibilità di trasportare i feriti più gravi negli ospedali italiani e del progetto di inviare una nave ospedale nel porto di Misurata, città in forte crisi umanitaria. Queste forme di sostegno italiano andrebbero ad aggiungersi all'aiuto che già stanno fornendo i cinque medici e i tre paramedici inviati da Emergency, che godono del sostegno governativo, ha detto Frattini.
Lo stesso Ministro degli Esteri italiano ha riconosciuto come 'unico interlocutore legittimo della Libia per le relazioni bilaterali' il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), organo dei ribelli libici, di cui ha incontrato il responsabile Ali Essawi a Roma. La decisione è maturata in seguito alla presa di posizione italiana nei confronti di Gheddafi, le cui proposte per cessare in conflitto civile in atto non sarebbero credibili.
Nel frattempo i ribelli continuano a chiedere a gran voce aiuto alla Nato per liberarsi definitivamente dalle truppe di Gheddafi. Chiedono aiuto militare o, in alternativa, armi per combattere da soli. Il problema più consistente rimane quello dei cecchini sui tetti, che sono tra le cause principali di morte tra i civili libici. Frattini non ha escluso la possibilità estrema di fornire aiuto militare ai ribelli.
Infine, dal New York Times giunge la notizia della proposta di due dei sette figli di Gheddafi, Seif-el-Islam e Saadi el Qaddafi, che vorrebbero avviare un governo di transizione, dal quale il padre sarebbe escluso, nell'ottica di instaurare una democrazia costituzionale nel paese. Il progetto, che vedrebbe Seif a capo del governo, sarebbe stato presentato dall'inviato del regime libico a Londra, Mohamed Ismail.
Parole chiave: Misurata, Franco Frattini, Gheddafi, Emergency, Ali Essawi, Seif-el-Islam, Saadi el Qaddafi