stampa
invia
Per la seconda volta nel giro di due giorni, la Nigeria ha rinviato la data delle elezioni parlamentari, che erano state fissate per sabato scorso. Lo staff non si è presentato, e molte delle urne predisposte nel paese sono risultate prive della documentazione necessaria per effettuare le votazioni. Tuttavia, in alcuni seggi le operazioni di voto erano già incominciate quando è arrivata la notifica della decisione. Inizialmente si è pensato a un rinvio per lunedì, ma poi è parso chiaro che sarebbero state ulteriormente ritardate, tanto che ora si parla genericamente di sabato prossimo.
Questa situazione di stallo ha bloccato sia le elezioni presidenziali sia quelle politiche. Le notizie che giungono dalla Nigeria parlano di un malcontento diffuso tra cittadini e politici, secondo i quali il ritardo sarebbe stato causato da interferenze politiche. La reazione della popolazione è stata piuttosto diffidente e disillusa: la storia elettorale del paese, infatti, è stata spesso collegata a violenza e brogli, anche nel passato più recente, tanto è vero che queste elezioni avrebbero dovuto essere anche un test di democraticità. Neppure l'inserimento di una figura di garanzia come quella del capo elettorale, ruolo attualmente affidato a Attahiru Jega, sembra aver evitato problemi al paese. La giustificazione ufficiale di Jega è stata che 'la richiesta di riprogrammare le elezioni per l'assemblea generale è venuta da un gruppo trasversale di stakeholders, tra cui partiti politici e organizzazioni della società civile'.
Dal 1999, anno della fine del regime militare nel paese, il Peolple's Democratic Party (Pdp) è sempre stato al potere, con circa tre quarti dei rappresentanti sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. A questa tornata elettorale si sono registrate ben 73 milioni di persone, che forse sabato prossimo avranno finalmente modo di esprimere la loro preferenza nel segreto dell'urna. Quel che è certo è che fino ad ora - secondo Amnesty International - le violenze legate al clima elettorale hanno portato a 20 vittime nelle ultime due settimane.
Parole chiave: elezioni, politiche, presidenziali, Peolple's Democratic Party, violenze, brogli