01/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Cabanillas riconosciuto colpevole nell'ambito dell'Operazione Condor

Cinque omicidi, 29 detenzioni illegali e molti casi di tortura: sono queste le accuse per l'ex generale argentino Eduardo Cabanillas, che negli Anni '70 diresse il centro di detenzione “Automotores Oletti”, organizzato illegalmente in un'officina meccanica di Buenos Aires per conto dell'intelligence argentina (Side).

Cabanillas è solo l'ultimo di una lunga serie di funzionari pubblici condannati nell'ambito dell'Operazione Condor, dura repressione agli oppositori della dittatura. La sentenza è arrivata a seguito di un processo durato 9 mesi, che ha suscitato l'attenzione di molte organizzazioni per la difesa dei diritti umani.

Circa 300 persone passarono per il centro di detenzione illegale Oletti: non soltanto argentini, anche alcuni uruguaiani e alcuni personaggi noti, come il figlio del poeta Juan Gelman, Marcelo Gelman. La maggior parte dei prigionieri risultano 'desaparecidos', mentre alcuni riuscirono a sopravvivere alla detenzione e hanno potuto testimoniare ai processi.

La cosiddetta Operazione Condor ebbe luogo tra il '76 e l'83 in tutto il paese: migliaia di dissidenti vennero fatti scomparire, attraverso la collaborazione del Side con diversi servizi segreti sudamericani e con la CIA, che intervenne al fine di scongiurare il pericolo dell'instaurazione di governi di sinistra in Sud e Centro America.