02/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.21 - 2005 dal 28/5 al 2/6
 
India (Manipur). Il primo giugno, 3 persone sono state uccise in due attacchi nello Stato nord-orientale del Manipur. La polizia sospetta che siano coinvolti i separatisti che dagli anni Settanta combattono contro l’esercito governativo. Gruppi indipendentisti agiscono in tutti i sette Stati del nord-est, stretti fra Myanmar, Bangladesh e Buthan. Le autorità centrali hanno reagito a queste rivendicazioni imponendo lo stato d’emergenza e una legge draconiana antiterrorismo, l’Armed Forces Special Power Act (Afspa), che hanno esacerbato il conflitto e consentito continue violazioni dei diritti umani da parte dell’esercito e dei paramilitari. Finora nelle diverse insurrezioni avrebbero perso la vita complessivamente 50mila persone tra cui moltissimi civili.

India centrale. Il 31, i ribelli maoisti hanno fatto esplodere una bomba sotto una jeep della polizia nell'India Centrale, uccidendo sette agenti e l'autista civile del mezzo. La guerriglia maoista opera in almeno otto stati indiani e dice di combattere per i diritti dei lavoratori e dei contadini più poveri.

Kashmir indiano. Il 27, i soldati e la polizia hanno ucciso 9 militanti islamici, di cui 8 nel distretto meridionale di Doda e uno in quello centrale di Budgam.
Il 28, almeno 31 civili sono rimasti feriti in due esplosioni.
Dal 30 al primo, 12 militanti islamici, 4 soldati indiani e 1 civile sono morti in diversi episodi di violenza, seguiti alla visita di alcuni separatisti moderati kashmiri in India.
L’insurrezione dei militanti islamici contro le forze di sicurezza indiane è cominciata nel 1989 e finora ha causato almeno 40mila vittime.

Pakistan. Il 27, almeno 20 persone sono morte e altre 100 sono rimaste ferite in un attentato suicida al tempio dell’Imam Bari nella capitale Islamabad. L’attacco potrebbe essere messo in relazione con il conflitto tra radicali sciiti e sunniti che dai primi anni Ottanta si consuma per lo più nelle regioni del Sindh, del Balochistan e del Punjab. Nell’ultimo anno in una serie di attacchi terroristici hanno perso la vita 150 persone.
Il 29, un leader tribale filo-governativo è stato freddato nel Waziristan del Sud. L’attentato non è stato rivendicato.
Il 30, 5 persone sono morte e altre 20 sono rimaste ferite a seguito dello scoppio di una bomba in una moschea sciita nel centro di Karachi. L'esplosione è avvenuta in un quartiere a maggioranza sunnita.

Sri Lanka. Il 31, il comandante Nizam Mutalif, responsabile dei servizi di informazione militari dell’esercito, è stato ucciso in un agguato mentre si recava a lavoro in automobile. L’ufficiale è il più alto graduato ucciso dopo la conclusione della tregua che era stata siglata tra il governo e i ribelli delle Tigri Tamil nel febbraio 2002. Oltre 60 mila le persone uccise nel conflitto cominciato nel 1983.

Indonesia. Il 28, almeno 22 persone sono morte e 60 sono rimaste ferite per l’esplosione di due ordigni al mercato di Tentena. La città è a maggioranza cristiana ed è sempre stata considerata un posto sicuro per gli appartenenti a questa fede religiosa.

Turchia. Il 25, 5 persone sono rimaste uccise in scontri tra indipendentisti curdi ed esercito turco all'estremità sud-orientale dell'Anatolia: 2 soldati e 2 agenti di guardia a un villaggio sono morti nell'esplosione di una mina nella provincia di Batman. Nella provincia di Diyarbakir un siriano schierato con i separatisti ha perso la vita per mano delle truppe regolari.
Il 26, Fevzi Dogan, sindaco del comune di Atakent, una cittadina nel sud della Turchia è stato ucciso dall’esplosione di una bomba nella limonaia della sua abitazione. L’attentato non è stato rivendicato.
Il 30, una bomba è esplosa contro un oleodotto nella Turchia sudorientale nei pressi di Batman senza causare danni. 2 uomini originari della Georgia che stavano cercando di entrare clandestinamente in territorio greco sono morti saltando in aria su una mina al confine tra Grecia e Turchia
Un ordigno è esploso davanti agli uffici del Partito della Giustizia e lo Sviluppo, AKP, del premier Recep Tayyp Erdogan, senza provocare feriti.

Israele Palestina. Il 28, un razzo qassam è esploso accidentalmente uccidendo il miliziano di Hamas che lo stava trasportando. Nell'esplosione sono rimasti feriti altri 2 uomini palestinesi.
Il 29, un palestinese ha perso la vita a Hebron in seguito ad una sparatoria. L'uomo stava tentando di aggirare un posto di blocco quando è stato investito da una pioggia di proiettili, provenienti dai soldati israeliani.
Tahsin Salah, delle brigate Ezzedin Al Qassam, è morto in un'esplosione, le cui cause sono ancora da accertare, a Khan Yunes nella Striscia di Gaza. In una seconda deflagrazione hanno perso la vita altri 2 palestinesi: Mazen Ayad e Sami Sabbah. Secondo quanto riferito, le esplosioni sono state causate da un drone  (mini-aereo comandato a distanza) dell'esercito israeliano.
Il 30, un giornalista palestinese, Samir Rantisi, impiegato al ministero dell'Informazione è stato ucciso nella propria abitazione di Ramallah da uno sconosciuto che è poi riuscito a fuggire.
Il 31, Mohammed Mustafa al-Haj, un dirigente del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, è stato ucciso da soldati israeliani nella cittadina di Arraba, 2 suoi compagni risultano dispersi.

Colombia. Il 25, i militanti delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) hanno fatto irruzione nel consiglio comunale della cittadina di Puerto Rico uccidendo 5 consiglieri e ferendo gravemente un fotografo e un civile. Salgono a 7 i consiglieri comunali uccisi dall’inizio dell’anno nella piccola cittadina.

Haiti. L'1 giugno è morto il console onorario francese ad Haiti Paul Henri Mourral in seguito alle ferite riportate in un attentato lo scorso 31 maggio. Sconosciuti si sono avvicinati all’auto sulla quale viaggiava e hanno aperto il fuoco.

Cecenia (Fed. Russa).
Questa settimana l’associazione per i diritti umani Memorial ha diffuso il bollettino del mese di aprile, durante il quale ha documentato l’uccisione di 18 civili e il rapimento di 16 persone, ad opera delle forze di sicurezza russe e dei paramilitari filorussi ceceni.
Il sito ceceno filoindipendentista Kavkaz Center ha pubblicato invece il bollettino della settimana 21-27 maggio, affermando che la guerriglia in questo lasso di tempo ha ucciso in tutto 117 tra militari russi e paramilitari ceceni.
Il 26 a Gudermes la guerriglia ha ucciso un ufficiale di polizia.
Il 27 nel distretto settentrionale di Shelkov un guerrigliero ceceno è stato ucciso in uno scontro a fuoco con militari russi.
Lo stesso giorno a Grozny i cadaveri di un poliziotto e un ragazzo sono stati trovati nel bagagliaio di un’auto.
Il 28 nel distretto di Kurchaloy i paramilitari kadyroviti hanno sparato contro un autobus perché aveva sorpassato la loro auto: per fortuna solo l’autista era a bordo, ed è riuscito a saltar fuori dal mezzo prima che venisse crivellato di colpi.
Lo stesso giorno nel distretto di Shali i guerriglieri hanno ucciso un paramilitare kadyrovita.
Il 30 al confine tra Cecenia e Inguscezia, nei pressi di Assinovskaya, due poliziotti sono morti in un agguato della guerriglia cecena.
Lo stesso giorno a Gudermes le forze russe hanno ucciso Mansur Magomayev, personaggio di spicco della guerriglia separatista.

Ossezia del Sud (Georgia). Il 29 maggio, dopo un anno di relativa calma, quattro miliziani separatisti osseti e un poliziotto georgiano sono morti in uno scontro a fuoco avvenuto in un villaggio poco a nord di Tskhinvali, capitale dell’autoproclamata repubblica dell’Ossezia del Sud. Le versioni georgiana e osseta sulla dinamica dei fatti sono diametralmente opposte. Secondo Tbilisi un checkpoint della polizia è stato attaccato da un gruppo di miliziani. Secondo Tskhinvali invece è stata la polizia ad aprire il fuoco contro un’auto in cui viaggiavano “volontari” osseti.
 
Congo. Il 25 maggio una violenta battaglia è scoppiata a Kisangani, località più importante del nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Il bilancio dei combattimenti conta almeno 2 persone morte, una fra le file della pattuglia mista governativa e l'altra fra la milizia etnica dei Mai-Mai, teoricamente alleata delle truppe regolari.

Uganda. Il 28, 8 persone sono state uccise in un agguato da uomini armati dell'Esercito di resistenza del Signore, l'Lra. A quanto si apprende i civili erano a bordo di una vettura quando sono stati fermati da un posto di blocco improvvisato e trascinati nell'erba dove sono stati assassinati. Pare che tra loro ci fosse anche un insegnante.

Somalia. Il 30 una vera e propria battaglia, avvenuta  tra gruppi di miliziani somali a Baidoa, nel centro sud della Somalia, ha fatto 11 morti e una dozzina di feriti. Baidoa è la città dove una parte delle nuove istituzioni democratiche somale vorrebbe trasferire governo e Parlamento, considerandola più sicura di Mogadiscio da cui dista 250 chilometri in direzione est.

Burundi. Il 31, 2 persone del principale partito hutu del Burundi, il "Fronte per la Democrazia del Burundi", sono state assassinate in un'imboscata a nord di Bujumbura. Gli attivisti stavano tornando da un raduno del partito a Mpanda, località a 12 chilometri dalla capitale del Burundi.

Costa d’Avorio. L'1 a Duekoue, nella parte occidentale della Costa d'Avorio, 28 persone sono state uccise in un assalto da parte di una banda di uomini armati. La cittadina di Duekoue è un centro molto importante per il commercio di cocco e il suo controllo, durante le violenze del 2002, era stato molto conteso.
 
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Categoria: Guerra, Pace
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