11/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel Qatar i bambini vengono sfruttati per le gare sui cammelli
Gare sui cammelliPaese che vai usanza che trovi. Ed è un po’ difficile capire le usanze dei popoli molto differenti dal nostro come gli usi e i costumi della popolazione del Qatar. Nazione ricchissima di petrolio e quindi dall’economia fortissima, ha una tradizione che lascia alquanto perplessi: le corse dei cammelli. Fin qui nulla di strano se non fosse che i fantini che devono guidare questi animali sono bambini.
 
Per la cultura araba e mediorientale in genere, le corse dei cammelli sono la versione locale delle nostre corse equestri. Il campo di gara è di forma ovale, con un arbitro che si posiziona al centro della pista. Gli scommettitori possono puntare il vincente della singola gara, oppure una combinazione di più corse, fino ad un massimo di quattro, con diversi premi in caso di vincita. I cammelli corrono due, tre o quattro gare in una giornata, assai raramente soltanto una. I fantini, per partecipare alle corse, devono essere maggiorenni, perché prima di entrare in pista, sono obbligati a firmare una dichiarazione liberatoria che declina ogni responsabilità dell'organizzazione su eventuali incidenti. Le protezioni generalmente utilizzate sono il casco, le ginocchiere e le gomitiere che, però, sono consigliate ma non ancora rese obbligatorie. Vince il fantino che per primo riesce a tagliare il traguardo in sella al proprio cammello. Il vincitore è ammesso di diritto alla gara successiva.
 
I fantini sono bambini sfruttati e maltrattati provenienti dai paesi più poveri del mondo come Pakistan, India, Bangladesh. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di un vero e proprio traffico di bambini finalizzato allo sfruttamento. L’utilizzo di bambini nelle corse dei cammelli che almeno quattro volte l’anno si svolgono nel Qatar, è estremamente pericoloso e può causare danni fisici serissimi e addirittura la morte. Esistono moltissime prove che mettono in luce i maltrattamenti subiti dai minori sia da parte dei padroni sia da parte dei trafficanti, che fra le altre cose, li nutrono in maniera particolare.
 
Dalle inchieste si è potuto stabilire che molti padroni di cammelli nutrivano i piccoli in modo da far avere loro un giusto apporto nutritivo, ma senza la possibilità che l’alimentazione fosse sufficiente per la crescita. In sostanza ci si ritrova a guardare una gara di corsa di cammelli dove i fantini sono bambini di dieci/dodici anni, ma che ne dimostrano la metà viste le condizioni fisiche in cui versano. Tuttavia, poiché vengono separati dalle loro famiglie e trasportati in un paese con una popolazione, una cultura e, spesso, una lingua completamente sconosciute, questi bambini sono incapaci di denunciare i maltrattamenti di cui sono vittime.
 
La tratta dei bambini per usarli come fantini di cammelli è vietata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e dalle Convenzioni n° 29 sul lavoro forzato, n° 138 sull'età minima e n° 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro - tutte ratificate dall'EAU. Alla ratifica della Convenzione n° 138, gli Emirati hanno stabilito che l'età minima per essere assunti a lavorare fosse di 15 anni. L'impiego dei minori al di sotto dei 15 anni è vietato anche dall'articolo 20 del Codice Federale del lavoro n° 8 (1980).
 
Tuttavia, è necessario sottolineare che l'impiego di un minore come fantino di cammelli rappresenta, per l'articolo 3 della Convenzione n° 138 dell'OIL, un lavoro pericoloso, in quanto puó mettere a repentaglio la salute e la sicurezza del giovane. Tale è stata la conclusione della Commissione OIL alla Conferenza sull'Applicazione degli Standard nel giugno del 2001 e del rapporto del 2002 della Commissione di esperti. Entrambe le commissioni hanno fatto appello agli EAU perché approvassero una legge che fissi chiaramente a 18 anni l'età minima per l'impiego di fantini di cammelli, cosa che il governo non ha ancora fatto.
 
Negli anni scorsi il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti del bambino ha esaminato il rapporto preliminare del Qatar sull’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Il Comitato ha espresso preoccupazione per lo scarso rispetto dimostrato dal sistema di giustizia minorile per quanto previsto dalla Convenzione. Ha espresso anche timori per il traffico di bambini costretti a lavorare come fantini nelle corse di cammelli e riguardo ai possibili rischi per la loro salute.
 
Fra le sue raccomandazioni, il Comitato ha chiesto al Qatar di togliere le riserve su alcuni articoli della Convenzione e di riconsiderare le leggi e la prassi per portarle al livello di quanto richiesto. Però forse oggi qualcosa sta cambiando. Al vaglio dei comitati organizzatori delle gare pare che esista una proposta che vede dei manichini robotizzati al comando dei cammelli. Comandati dai padroni dalle tribune dovrebbero garantire lo stesso spettacolo per il quale gli abitanti del Qatar vanno matti. E soprattutto garantire un futuro migliore ai bambini, non più protagonisti sfruttati di un gioco – pericoloso - per adulti.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Bambini
Luogo: Qatar