Paese che vai usanza che trovi. Ed è un po’ difficile capire le usanze
dei popoli molto differenti dal nostro come gli usi e i costumi della
popolazione del Qatar. Nazione ricchissima di petrolio e quindi
dall’economia fortissima, ha una tradizione che lascia alquanto
perplessi: le corse dei cammelli. Fin qui nulla di strano se
non fosse che i fantini che devono guidare questi animali sono bambini.
Per la cultura araba e mediorientale in
genere, le corse dei cammelli sono la versione locale delle nostre
corse equestri. Il campo di gara è di forma ovale, con un arbitro che
si posiziona al centro della pista. Gli scommettitori possono puntare
il vincente della singola gara, oppure una combinazione di più corse,
fino ad un massimo di quattro, con diversi premi in caso di vincita. I
cammelli corrono due, tre o quattro gare in una giornata, assai
raramente soltanto una. I fantini, per partecipare alle corse, devono
essere maggiorenni, perché prima di entrare in pista, sono obbligati a
firmare una dichiarazione liberatoria che declina ogni responsabilità
dell'organizzazione su eventuali incidenti. Le protezioni generalmente
utilizzate sono il casco, le ginocchiere e le gomitiere che, però, sono
consigliate ma non ancora rese obbligatorie. Vince il fantino che per
primo riesce a tagliare il traguardo in sella al proprio cammello. Il
vincitore è ammesso di diritto alla gara successiva.
I fantini sono bambini sfruttati e maltrattati provenienti
dai paesi più poveri del mondo come Pakistan, India, Bangladesh. Nella stragrande
maggioranza dei casi si tratta di un vero e proprio traffico di bambini
finalizzato allo sfruttamento. L’utilizzo di bambini nelle corse dei
cammelli che almeno quattro volte l’anno si svolgono nel Qatar, è
estremamente pericoloso e può causare danni fisici serissimi e
addirittura la morte. Esistono moltissime prove che mettono in luce i
maltrattamenti subiti dai minori sia da parte dei padroni sia da parte
dei trafficanti, che fra le altre cose, li nutrono in maniera
particolare.
Dalle inchieste si è potuto
stabilire che molti padroni di cammelli nutrivano i piccoli in modo da
far avere loro un giusto apporto nutritivo, ma senza la possibilità che
l’alimentazione fosse sufficiente per la crescita. In sostanza ci si
ritrova a guardare una gara di corsa di cammelli dove i fantini sono
bambini di dieci/dodici anni, ma che ne dimostrano la metà viste le
condizioni fisiche in cui versano. Tuttavia, poiché vengono separati
dalle loro famiglie e trasportati in un paese con una popolazione, una
cultura e, spesso, una lingua completamente sconosciute, questi bambini
sono incapaci di denunciare i maltrattamenti di cui sono vittime.
La tratta dei bambini per usarli come
fantini di cammelli è vietata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui
diritti del fanciullo e dalle Convenzioni n° 29 sul lavoro forzato, n°
138 sull'età minima e n° 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile
dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro - tutte ratificate
dall'EAU. Alla ratifica della Convenzione n° 138, gli Emirati hanno
stabilito che l'età minima per essere assunti a lavorare fosse di 15
anni. L'impiego dei minori al di sotto dei 15 anni è vietato anche
dall'articolo 20 del Codice Federale del lavoro n° 8 (1980).
Tuttavia, è necessario sottolineare che l'impiego di un
minore come fantino di cammelli rappresenta, per l'articolo 3 della
Convenzione n° 138 dell'OIL, un lavoro pericoloso, in quanto puó
mettere a repentaglio la salute e la sicurezza del giovane. Tale è
stata la conclusione della Commissione OIL alla Conferenza
sull'Applicazione degli Standard nel giugno del 2001 e del rapporto del
2002 della Commissione di esperti. Entrambe le commissioni hanno fatto
appello agli EAU perché approvassero una legge che fissi chiaramente a
18 anni l'età minima per l'impiego di fantini di cammelli, cosa che il
governo non ha ancora fatto.
Negli anni
scorsi il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti del bambino ha
esaminato il rapporto preliminare del Qatar sull’attuazione della
Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia. Il Comitato
ha espresso preoccupazione per lo scarso rispetto dimostrato dal
sistema di giustizia minorile per quanto previsto dalla Convenzione. Ha
espresso anche timori per il traffico di bambini costretti a lavorare
come fantini nelle corse di cammelli e riguardo ai possibili rischi per
la loro salute.
Fra le sue raccomandazioni,
il Comitato ha chiesto al Qatar di togliere le riserve su alcuni
articoli della Convenzione e di riconsiderare le leggi e la prassi per
portarle al livello di quanto richiesto. Però forse oggi qualcosa sta
cambiando. Al vaglio dei comitati organizzatori delle gare pare che
esista una proposta che vede dei manichini robotizzati al comando dei
cammelli. Comandati dai padroni dalle tribune dovrebbero garantire lo
stesso spettacolo per il quale gli abitanti del Qatar vanno matti. E
soprattutto garantire un futuro migliore ai bambini, non più
protagonisti sfruttati di un gioco – pericoloso - per adulti.