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Le forze di sicurezza russe hanno ucciso diciassette ribelli e distrutto una base dei militanti islamici nel corso di un raid condotto in Inguscezia, nel nord del Caucaso. Lo riferiscono fonti ufficiali della commissione russa anti-terrorismo. Durante l'operazione sono stati arrestati due uomini, sospettati di essere coinvolti nell'attentato di gennaio all'aeroporto di Domodedovo. Sono morti nello scontro a fuoco anche tre ufficiali della polizia russa.
"Grazie all'attacco congiunto delle forze aeree e di terra - ha dichiarato all'Agenzia Ria Novosti il portavoce della commissione anti-terrorismo, Nikolay Sintsov - una base dei ribelli è stata distrutta. Qui venivano addestrati i terroristi dinamitardi, in particolare per gli attentati nelle Repubbliche dell'Ossezia del nord e dell'Inguscezia". Le autorità russe ritengono di aver inferto un duro colpo contro i militanti locali.
Le forze di sicurezza dell'Inguscezia ritengono inoltre che tra i ribelli uccisi nel raid ci fosse anche Supyan Abdulayev, uno dei più stretti alleati di Doku Umarov, il mandante dell'attentato all'aeroporto di Mosca. Secondo alcuni, tra le vittime potrebbe esserci lo stesso Umarov.
Parole chiave: Raid, polizia, militanti islamici, vittime, Inguscezia, Domodedovo