20/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Tre giornalisti sono stati condannati per aver pubblicato un dossier sulla omosessualità
UomoIl 2003 ha registrato un forte accrescimento della censura in diverse parti del mondo. Ma l’informazione in Medio Oriente insieme a quella del continente asiatico è quella che fa registrare il maggior numero di media che vengono fatti tacere. Per fare un breve esempio possiamo ricordare che la notizia della cattura di Saddam Hussein da parte degli uomini dell’esercito statunitense, che nei media occidentali è stata fatta circolare con una velocità impressionante, è stata solo parzialmente pubblicata dalle agenzie filo-governative dei paesi mediorientali.
 
La libertà di stampa nello Yemen non esiste. Nonostante le ultime dichiarazioni del ministro dell’Informazione Hussein Al Awaadhi dicano esattamente il contrario, il recente rapporto di Reporter sans frontiere sulla libertà dell’informazione colloca lo Yemen al 103esimo posto ( su 139 paesi) nella lista mondiale. A sentire le parole del ministro “ Senza la libertà di stampa non può esistere la democrazia” sembrerebbe che nello Yemen tutti i giornalisti possano dire la loro. “ In Yemen – sostiene il ministro - l’informazione è libera, esistono trecento giornali fra governativi e privati”.
 
Per ricordare quanto sia libera l’informazione nello Yemen il ministro fa sapere che “il Governo non ha alcuna possibilità di chiudere un giornale. Solo la Corte di Giustizia ha questo potere”. Non è purtroppo così. E’ notizia di ieri (19 maggio ndr) che tre giornalisti sono stati condannati dal tribunale yemenita per aver parlato in pubblico di omosessualità. Di due di loro non si conoscono i nomi, il terzo è il direttore del giornale dove i reporters lavoravano, Jalal al Sharaabi. La ricerca da loro effettuata l’anno scorso, anche se giudicata solo adesso, e apparsa sul giornale arabo The Week, diretto appunto da Jalal al Sharaabi. “ La notizia della condanna mi ha scioccato” ha fatto sapere il direttore “ma rispetto la legge e il mio avvocato mi difenderà”.
 
I tre sono stati condannati alla sospensione dal servizio per diversi mesi. Secondo il tribunale, l’inchiesta, che fra le altre cose conteneva interviste ad omosessuali incarcerati, era lesiva e violava la moralità, gli usi, i costumi del popolo yemenita. Lo Yemen è uno stato arabo molto conservatore e l’omosessualità è ancora considerata un tabù, e la religione con più fedeli, l’Islam, la denuncia fortemente. In un’inchiesta che Amnesty International ha pubblicato alla fine di settembre del 2003, vengono denunciati in Yemen arresti di massa, persecuzione di giornalisti, torture e violenze nei loro confronti.
 
I giornalisti critici verso le autorità sono diventati sempre più oggetto di azioni giudiziarie ed arresti. Alcuni hanno subito vessazioni con ammonizioni e minacce per impedire che divulgassero notizie sugli arresti di massa avvenuti dopo l'11 settembre 2001. L'anno scorso, il 29 aprile Nabil al-Kumaim, corrispondente del giornale del Qatar al-Rayah, è stato arrestato nella sua abitazione di Sanaa per aver scritto un articolo sulla presenza di sostenitori di al-Qaida nello Yemen. È stato interrogato circa le sue fonti d’informazione, prima di essere rilasciato alcune ore più tardi.
 
Il 4 giugno 2003 un tribunale di Sana’a ha condannato tre giornalisti, Abdel Rahim Mohsen, Ibrahim Hussein e Khaled Sulaiman, ciascuno a una pena detentiva di cinque mesi con la condizionale. I tre erano accusati di aver pubblicato alcuni articoli sul quotidiano al-Thawri nel mese di febbraio in cui incitavano a sentimenti irrazionali e settari che mettevano in pericolo l’unità del Paese. In seguito ad una manifestazione di protesta, Abdel Rahim Mohsen ed Ibrahim Hussein sono stati rilasciati a luglio a condizione che si sarebbero presentati in successive udienze. E ieri 19 maggio 2004 la condanna (e la censura) sono capitate a questi tre giornalisti colpevoli di aver fatto informazione su argomenti molto delicati in un paese molto conservatore.
 
Alessandro Grandi
 
Categoria: Diritti, Media
Luogo: Yemen