11/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Adesso la dicotomia fra centro e periferie degradate è enorme. Le aree rosse restano off limits e chi ci vive è discriminato: non ha servizi e non ottiene lavoro. Il tutto cozza con le splendide piazze centro storico appena ristrutturato

 

scritto per noi da
Paolo Grassi
Città del Guatemala 

 

 

Il centro storico di Città del Guatemala ha cambiato volto. Lo ha fatto dal mese di dicembre 2010, dopo sei mesi di lavori. La Calle Real, o la Sexta Avenida, una lunga arteria urbana che taglia da nord a sud la zona centrale della capitale, è stata resa pedonale. Città del Guatemala possiede ora la sua Rambla, la sua 5th Avenue.

Negozi, ristoranti, fastfood, panchine, alberi, cestini della spazzatura, rendono la Sexta un luogo squisitamente familiare e, in un certo senso, globale. Nei fine settimana soprattutto, la folla vi si ammassa per passeggiare. Una squadra di spazzini ne garantisce la perfetta pulizia, agenti della Polizia Municipale ne sorvegliano gli incroci.

Fino a qualche mese fa il paesaggio urbano offerto dalla Sexta era assai differente. La Municipalità stima la presenza di più di 650 bancarelle di venditori informali, oggi trasferiti in una struttura commerciale presso Plaza el Amate, ubicata nel pressi del limite meridionale della via.

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia politica che coinvolge diverse linee d'azione finalizzate al recupero e alla valorizzazione del patrimonio urbano: realizzazione di spazi pedonali, sistemazione dei cavi delle imprese di telecomunicazione, standardizzazione della nomenclatura viaria, creazione di un sistema di trasporto pubblico chiamato Transmetro.

Strategia politica ben riassunta dall'ultima campagna propagandistica del sindaco della città, Álvaro Arzu, che appare in alcuni manifesti, ritratto, abbracciato alla moglie, accanto allo slogan: "Ordine e bontà".

Le azioni per il recupero di alcune zone centrali rappresentano di per sé importanti passi avanti per il progresso e per il miglioramento di questa capitale. Ciò che è criticabile è tuttavia la settorialità della loro implementazione. Il recupero di alcuni spazi è complementare all'abbandono di molti altri. L'etichetta "zona rossa" viene oggi applicata a vaste porzioni di territorio urbano, considerate marginali, ad alto rischio, inaccessibili. Sono zone solitamente di più recente creazione, frutto di migrazioni successive legate al processo d'urbanizzazione. Sono zone oggi ignorate dalle istituzioni, dalle forze dell'ordine, zone il cui accesso a determinati servizi risulta ancora limitato.

L'abbandono istituzionale favorisce l'innalzamento dei livelli di violenza sociale. La violenza sociale favorisce lo sviluppo di una retorica stigmatizzante, utilizzata a sua volta per giustificare l'abbandono istituzionale stesso. Gli effetti di questo circolo vizioso colpiscono la quotidianità di migliaia di persone. Nelle "zone rosse" non si entra. Non entrano i taxi, non entrano molte delle aziende che offrono servizi a domicilio, non entrano, a volte, i postini: "Diciamo loro di non mettere mai a rischio la propria vita, che non vale quello che la loro borsa o zaino per le lettere contiene e che non portino con loro niente di valore materiale...", Afferma Jorge Lobo, dell'impresa delle Poste, in un'intervista rilasciata a Prensa Libre, il 6 marzo 2011. Vivere in una "zona rossa" significa spesso far maggior fatica per ricevere prestiti finanziari, o esseri scartati automaticamente a un colloquio di lavoro.

La concentrazione delle risorse e degli sforzi pubblici in politiche per il solo recupero di alcune aree centrali, sicuramente positiva per alcuni settori della società capitolina, colpisce negativamente gli strati più poveri della stessa. Lo fa contribuendo a garantire processi di segregazione, che, attraverso queste azioni circoscritte, settoriali, delimitate, rendono l'esclusione sociale ancor più tangibile, palpabile anche a livello spaziale. Lo fa favorendo la creazione di un sistema urbano dicotomico, dove aree rivalorizzate, protette, sicure e messe in comunicazione tra loro si oppongono ad altre aree, "zone rosse" appunto, volutamente e consapevolmente ignorate. 

 

Parole chiave: città del guatemala
Categoria: Ambiente
Luogo: Guatemala