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Finalmente una buona notizia per le tigri selvagge indiane: il ministro per lo Sviluppo e le foreste, Jairam Ramesh, ha fatto sapere che nell'ultimo censimento è stato registrato un aumento del 20 percento della popolazione felina: 1.706 soggetti contro i 1.411 individuati nel 2007 (in tutto il globo se ne contano poco più di 3500). Ogni esemplare è stato identificato grazie a videocamere installate in punti strategici del territorio nazionale, comprese le zone più impervie, e test del Dna.
Si stima che nello scorso secolo in India ci fossero più di 100 mila tigri, dopodiché, il bracconaggio e la riduzione degli habitat ideali ne hanno letteralmente decimato la popolazione, riducendo gli esemplari del 97 percento. Secondo gli esperti, il bracconaggio e il contrabbando si stanno organizzando secondo meccanismi sempre più complicati, simili a quelli del traffico di droga, e questo, oltre alla corruzione, rende difficile combatterli: ossa, artigli e pelle di tigre, impiegati nella medicina tradizionale cinese, sono richiestissimi in Paesi come la Cina, Taiwan o le due Coree.