25/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'uomo, un allenatore di golf, è stato costretto a sfilarsi il sacro copricapo sia all'arrivo che alla partenza dall'Italia: doppio incidente diplomatico

L'ambasciatore italiano a New Delhi, Giacomo Sanfelice di Montefiore, ha incontrato una delegazione di legislatori indiani che gli hanno consegnato un memorandum sulle vicende dell'allenatore di golf, Amritinder Singh: lo sportivo, di fede Sikh, era stato obbligato a sfilarsi il turbante sia all'arrivo che alla partenza dall'aeroporto di Malpensa, per sottoporlo ai controlli di sicurezza.

La parlamentare indiana Harisimrat Kaur Badal, a capo delle delegazione, ha spiegato come mai il gesto degli agenti aeroportuali sia stato vissuto da Singh come una vessazione: "A differenza degli altri copricapo, il turbante è un elemento inestricabile dell'identità dei Sikh ed è obbligatoriamente indossato per coprire i capelli che non vanno mai tagliati. Rappresenta l'impegno a onorare una missione che ci è stata data dai nostri Guru e cioè quella di resistere all'oppressione dei tiranni. Il turbante è quindi una parte fondamentale della nostra esistenza.".

Il rappresentante della Farnesina in India ha dovuto presentare per ben due volte le proprie scuse: l'incidente ha avuto ampio risalto sulla stampa indiana e in Parlamento. Lo stesso primo ministro, Manomohan Singh, è di fede Sikh.

 

 

 

Parole chiave: Sikh, Amritinder Singh
Categoria: Politica, Popoli, Religione
Luogo: India