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Nell'undicesimo anniversario dall'inizio dei bombardamenti Nato contro la Serbia, Vladimir Putin si è recato in visita a Belgrado, e ha tenuto un discorso in Parlamento non privo di qualche velata minaccia. Tema ufficiale dell'incontro, i rapporti economici tra i due Paesi, con un particolare riferimento al progetto "South Stream", volto alla costruzione di un gasdotto che dovrebbe connettere Russia e Unione Europea, passando proprio per la Serbia.
Nel corso del suo intervento, tuttavia, Putin non si è fatto mancare un accenno alla possibile entrata della Serbia nella Nato, una possibilità che - ha lasciato intendere - non sarebbe certo accolta favorevolmente dal governo russo. A margine del discorso tenuto dal premier di Mosca ha parlato Nada Kolundžija, parlamentare del Partito democratico, per quale "non accadrà mai che la Serbia possa osteggiare la Federazione russa, comunque vadano le cose".
Amaro il commento di Ljiljana Smajlović, del quotidiano serbo Politika, in un'intervista rilasciata all'emittente B92. Per la giornalista, il messaggio implicito di Putin è stato che, nonostante la storica alleanza tra i due paesi, i rapporti tra la Russia e la Serbia potrebbero subire un brusco cambiamento, qualora quest'ultima decidesse di unirsi alla Nato.
Parole chiave: Vladimir Putin, Nato, accordi economici, South Stream